MILITARI ITALIANI INTERNATI

Elio Biagini (1923 - 2005), già ferroviere con la qualifica di Capo Treno e Sindaco Revisore al DLF Rimini, lasciò memorie sulle vicende che lo coinvolsero come militare nel secondo conflitto mondiale. In questo suo scritto si sofferma sul periodo di detenzione nel campo di concentramento M. Stammalager 17/B Austria.

Racconto questo episodio, ricordo che nel campo della cava, dove ero normalmente utilizzato, ogni settimana si doveva andare in paese per la spesa viveri, così in uno di questi giorni stabilito la guardia ordina a me di seguirlo. Presi un carretto e raggiunsi questo soldato, che aveva il fucile in spalla, e ci avviammo. Raggiunto di lì a poco il paese, nei negozi osservai le persone, che erano in netta prevalenza donne e vecchi, notai in loro tanta tristezza, parlavano a bassa voce e ripetevano spesso Bombenflugzeug aerei da bombardamento che devastavano e distruggevano le città tedesche.

Questo diede a me l'impressione che forse l'esercito tedesco era prossimo alla sconfitta. Terminata la spesa, la guardia parlò con delle persone che poi rivolsero lo sguardo verso di me, offrendomi delle sigarette che io accettai ben volentieri, ringraziando. Nel ritorno verso la cava, mentre spingevo il carretto con la spesa, felice delle sigarette che ricevetti, mi chiedevo il perché di quel regalo, pensai che qualcuno avesse ancora un cuore.
Intanto tutte le notti si sentiva in lontananza il forte boato delle esplosioni procurato dalle incursioni aeree e si vedevano dei bagliori che illuminavano a giorno.

Elio Biagini