Vito Milano, Rimini 1926 - 2011, già ferroviere con la qualifica di Capo Gestione Superiore, ha lasciato memorie sulla sua vita, legate principalmente a: famiglia, lavoro ferroviario e sulla sua città natale. In questo racconto si sofferma su aspetti della Rimini estiva nei primi anni 2000.
Estate! Comincia l'estate! Come dice la nota canzone Tutti al mare a mostrar le chiappe chiare! Oppure Tutti gli anni stessa spiaggia stesso mare!.
Così, da sempre, continua a ripetersi l'appuntamento con la capitale del turismo, del divertimentificio nazionale e internazionale.
Il termometro che annuncia l'inizio della stagione dei bagni è dato dal movimento dei treni e dagli annunci ferroviari, nelle più svariate lingue: Rimini, stazione di Rimini!. Qui arrivano treni da ogni parte d'Italia e dall'estero, carichi di turisti desiderosi di tuffarsi nel nostro meraviglioso mare. Stazione di Rimini! Questo lo scandire, martellante, dell'altoparlante: La riviera tutta augura ai gentili villeggianti una lieta vacanza.
Fuori della stazione, per smistarli nei mille e più alberghi, non più la tipica carrozzella del dopoguerra, ma eleganti taxi, guidati da figli, nipoti o pronipoti di coloro che un tempo, i fiaccherai, li conducevano trotterellando lungo il chilometrico litorale, disseminato di eleganti simpatiche villette dai verdeggianti giardini. Niente di tutto questo è rimasto, sostituite da maestosi alberghi.
Rimini è risorta dalle macerie grazie alla volontà e alla tenacia dei suoi cittadini e, perché no, anche da tante cambiali. È diventata un vero angolo di paradiso, più bello e splendente che mai. È stato un enorme proliferare d'imponenti alberghi, primo fra tutti il mitico felliniano Grand Hotel, che si è esteso fino a formare un tutt'uno con Riccione. Perla dell'Adriatico. È bene? È Male? Mah! Chissà, boh! Certo non è più la tranquilla spiaggia a uso famigliare, bensì una meno vivibile caotica metropoli.
Vito Milano