Forse non tutti i soci sanno come il nostro DLF sia organizzato nella sua centrale operativa, lo si rende pertanto noto, ricordando altresì brevemente la sua evoluzione, così come avvenuta in circa mezzo secolo. Di questo lasso di tempo ne sono un testimone diretto perché, dal novembre 1980, sono membro effettivo del Consiglio Direttivo del DLF. In quest'organismo ne sono anche il decano.
Il mio primo ruolo fu di Cassiere Economo (oggi Amministratore), figura che allora era di nomina della Società FS. Mantenni tale incarico, con due presidenze diverse, fino all'anno 1993. In quello successivo il Consiglio Direttivo mi elesse Presidente, da allora fui sempre riconfermato.
Dagli inizi degli anni ottanta l'assetto strutturale e d'indirizzo delle ferrovie è cambiato considerevolmente con ricadute anche per il dopolavoro. Verso il quale la Società FS ha attuato negli anni un progressivo disimpegno. In virtù di questa nuova politica impostata su tagli generalizzati gli organici ferroviari si sono gradualmente contratti. Nella sola area riminese, nel periodo, i ferrovieri si sono ridotti di circa i quattro quinti.
Quest'ultimo fattore, intrecciato al drastico assottigliarsi delle risorse economiche che la società FS rendeva disponibili, ha inciso negativamente sulle adesioni dei ferrovieri al DLF. Situazione che si è ripercossa sulle attività che, per Statuto, il DLF è chiamato a svolgere, con crescenti difficoltà ad assicurare ai soci degni livelli di assistenza e puntuali, efficaci, servizi.
Dopo queste premesse, mi soffermo qui sulla parabola discendente che, per le cause esposte, è avvenuta nel nostro DLF. Quando iniziai a svolgere le mie funzioni, l'ufficio DLF già costituiva il filtro sul quale convergevano le pratiche delle attività commerciali e istituzionali per il loro disbrigo e il luogo deputato a fornire assistenza ai soci. Questo era il quadro che si presentava: il DLF gestiva direttamente la Mensa dell'Officina di via Tripoli, con l'annesso bar, la mensa di via Roma, il Cinema Settebello, i campi da Tennis, mentre introitava gli affitti del Circolo Bar - Bocciodromo in sede, del Bar DLF in stazione e del Circolo bar a Cesena.
Vi erano poi da seguire i conti di gestione dei gruppi sportivi e culturali, una quindicina, e quelli derivati da iniziative e manifestazioni a marca DLF. L'apparato in ufficio si presentava così: una dipendente a tempo pieno addetta alla contabilità, mentre per i libri paga ci si avvaleva di un consulente del lavoro, ci si serviva invece di un commercialista per la contabilità IVA e la presentazione della dichiarazione redditi. Questa dipendente era coadiuvata, saltuariamente, nei suoi compiti dal cassiere economo; a un'altra dipendente, sempre a tempo pieno, era assegnato un lavoro di segreteria e per la gran mole di lavoro era coadiuvata in questo da Presidente, Consiglieri, e spesso anche da soci ferrovieri distaccati dal servizio.
Le funzioni che si svolgevano erano le più varie quali seguire: turismo, tesseramento, concessioni viaggio, trattenute a ruolo, corrispondenza, ecc. Faceva parte del personale dipendente un'anziana Signora (Anita) che con il marito Gaetano (già custode del deposito biciclette) rappresentavano un retaggio del passato perché erano stati i coloni di un'area DLF, fino agli anni sessanta, ospiti della casetta che sorge di fronte alla sede sociale. Detta Signora aveva il compito giornaliero di riassestare e pulire l'ufficio e quello di fattorina.
Un assetto questo del personale in ufficio che per due decenni mutò poco (in segreteria il posto full time fu sostituito da due part time e la pulizia degli uffici fu affidata a una ditta esterna). Un ridimensionamento più sostanziale avvenne nel 2004 quando fu ceduta la licenza e la gestione dell'Agenzia Viaggi Settebello, attiva dal 1996. La ditta subentrata assunse anche le due dipendenti che già vi lavoravano. Da quell'anno, fino alla sua quiescenza nel 2019, rimase a carico del DLF un solo impiegato, che non fu più sostituito.
Il DLF Rimini, sia pure privato della sua storica area d'insediamento, ormai relegato a usufruire in essa di un solo locale operativo e poco più, continua tuttavia orgogliosamente a promuovere una discreta mole di attivita, che tutt'oggi sono possibili grazie all'apporto del lavoro volontario. Quest'occasione offre il destro per nominare questi validi soci collaboratori. Premetto che evito qui invece di citare i Consiglieri DLF perché svolgono, chi più chi meno, chi molto meno, compiti d'istituto, alcuni dei quali di rilevanza per la causa DLF.
Né tantomeno mi soffermo, per ragione di spazio, sui responsabili e volontari dei gruppi sportivi e culturali che tanto contribuiscono a tenere alto il vessillo del DLF. Soci ai quali mi riprometto, prima o poi, di dedicare un apposito articolo.
Gli attuali soci volontari dell'ufficio, supporto indispensabile per le attività, che non si finirà mai di ringraziare abbastanza, assicurano con la loro presenza servizi a favore dei soci, a volte impegnandosi in modo promiscuo, secondo le necessità, nei campi del: turismo, segreteria e contabilità.
I soci benemeriti, che qui si segnala con i principali campi d'azione che da loro sono praticati:
Giorgio Mondaini (prevalentemente turismo / contabilità)
Giuseppina Baldacci (turismo / segreteria)
William Vannini (turismo)
Massimo Benacci (segreteria / turismo)
Gabriele Semprini (prevalentemente segreteria).
È così che il DLF di Rimini riesce ancora a destreggiarsi e segnalarsi a livello nazionale DLF fra quelli più efficienti e virtuosi.
Giovanni Vannini