LA VERITÀ FA MALE (?)

Vi sono persone che esprimono sempre ciò che pensano, anche se questo potrebbe essere offensivo per l'interlocutore. Altre persone, sapendo di poter offendere, tacciono. Altre ancora esprimono un parere contrario a ciò che pensano, per non porsi in contrasto (io lo chiamerei lisciare).
Il primo tipo si può definire sincero ma, a volte, come dicevo, la sincerità offende.
Il secondo potrebbe definirsi cerchiobottista, perché non si vuole compromettere.
Il terzo potrebbe definirsi falso, ma la falsità accontenta.

Teniamo presente però, che ciò che si pensa non è detto corrisponda sempre alla realtà, ma la sincerità ha un valore in sé perché chi lo è (sincero), dimostra di essere una persona affidabile. Mia suocera diceva: Chi non sa fingere non sa regnare. Io aggiungo: Purtroppo. Viceversa vi sono persone che apprezzano la sincerità, anche se scomoda, perché ciò serve a capire meglio se stessi. Ad altri piace l'adulazione, anche se falsa, illudendosi sia vera. Altri ancora... ecc.

A quale tipo apparteniamo? A quale ci piacerebbe appartenere? Per rendere più comprensibile questa mia riflessione faccio alcuni esempi personali.
Qualche tempo fa mi trovavo con un amico e con una terza persona che solo lui conosceva. A un certo punto, non ricordo per quale motivo, questo signore, per mostrare le sue pseudo doti canore, si mise a cantare. Appena finito il mio amico gli disse: ma tu canti benissimo (in realtà era stonato), io tacqui. Quando il cantante si è allontanato il mio amico mi disse: è stonato duro (lui persona di terzo tipo io, tacendo, di secondo).

Secondo esempio. Mi trovavo in casa di un amico, avevo con me la chitarra, cantammo un po', poi cantò sua figlia (ragazzina), alla fine lui chiese a me e mia moglie: Come canta? Cosa ne pensate?. Era stonata, io cercavo una risposta per barcamenarmi, ma rispose mia moglie che aveva orecchio fino e disse: ma se è stonata! Non ci rimasero molto bene (lei primo tipo, io secondo).

Terzo e ultimo esempio. Una sera d'estate io e mia moglie, stavamo passeggiando sul lungomare di Rimini. Incontrammo un mio collega cinquantenne, solo, in attesa di qualcuno. Ciao gli dissi, cosa aspetti così impalato? Lui: aspetto una bella signora con la quale ho un appuntamento. Mia moglie che non lo aveva mai visto gli chiese: ma lei è sposato?; lui: sì, ho anche due figlie grandi, lei: MA NON SI VERGOGNA?. Lui divenne un peperone rosso e io un pomodoro maturo! Conclusione, mia moglie era decisamente del primo tipo.

Questo suo modo di essere le ha procurato qualche nemico, ma molti amici i quali apprezzavano la sua sincerità. Chi la conosceva può confermarlo. Io mi ritengo del secondo tipo.
A questo punto si capisce perché mia suocera diceva. chi non sa fingere non sa regnare, era riferito alla figlia. Cara Renata, se mi ascolti da lassù, ti ho sempre apprezzata per questo... anche se qualche volta mi hai fatto diventate un pomodoro maturo.

Filippo Vannini