INVERNO 1944 - 1945

Virginio Cupioli (Tonino), Rimini 1926 - 2023, già ferroviere con la qualifica di Capo Stazione Superiore, ha lasciato memorie nelle quali ripercorre momenti salienti della propria vita. In questo caso descrive, sommariamente, il quadro della situazione cittadina dopo il passaggio del fronte di guerra, dove la stragrande maggioranza della popolazione si ritrovò a vivere nell'indigenza, priva di mezzi sostentamento, aspetto da cui derivò un diffuso degrado morale.

L'esercito alleato, dopo avere occupato Rimini, si attestò sul fiume Senio e attese la primavera prima di riprendere l'offensiva e completare l'invasione della Pianura Padana.
Il territorio di Rimini divenne retrovia del fronte. I soldati, di cui era composta l'armata alleata, svernavano e si alternavano sulla costa riminese, durante gli avvicendamenti dalla prima linea, utilizzando edifici di colonie estive e alberghi nei quali trovavano alloggio: inglesi, neozelandesi, canadesi, greci, polacchi, gurkha, indiani, senegalesi, mauriziani, africani.

La popolazione civile, in particolare quella composta anche da minori, per alimentarsi dovette arrangiarsi e ricorrere anche al mercato nero. La fame era la prima esigenza da soddisfare. La città non riceveva rifornimenti, se non sporadici, nelle campagne i raccolti non erano stati fatti, oppure si erano dispersi o distrutti durante la battaglia, inoltre c'era il timore dei campi minati, disseminati nel territorio dai tedeschi. Le truppe di occupazione (liberazione) non distribuivano viveri, anzi gli inglesi preferivano gettare via i resti delle loro mense anziché distribuirli alla popolazione, per un innato disprezzo verso gli italiani perdenti.

Nei pressi delle varie cucine per i soldati, dove si preparavano i cibi, sostavano sempre numerose persone provviste di bidoncini, nella speranza di ottenerne delle rimanenze. La sopravvivenza era precaria, i più fortunati trovavano lavoro presso gli occupanti e riuscivano a racimolare qualche vettovaglia: pane, scatolette di carne e frutta secca, che in parte poi era immessa nel giro del mercato nero.

In questa situazione la prostituzione diventò il mezzo più facile per procacciarsi il cibo, tante donne si abbandonarono e furono prese dalla frenesia della soldataglia che compensava con cibarie. Nell'Ufficio inglese (RTO), comando di tappa sito davanti alla stazione ferroviaria, si avvicendavano donne portate con camion, lungo le strade era cosa normale incontrarle in compagnia di soldati di colore e non, i più ambiti pareva fossero i Mauriziani, puliti, eleganti, attraenti.

Fu un periodo molto triste per gli italiani, specialmente per coloro che erano stati educati alle virtù morali dei valori italici, testimoni impotenti di tanto sfacelo. Il decadimento di ogni principio etico era umiliante, avvilente, insopportabile. Unica consolazione era avere superato indenni il passaggio del fronte, la fine dell'occupazione tedesca e fascista, con la speranza della ripresa nella pace.

Virginio Cupioli (Tonino)