GUARDANDO AL PASSATO - RIMINI

Zeno Zaffagnini, Imola 1932 - Rimini 2019, è stato Sindaco della città nel periodo 1978 - 1983 (ultimo Sindaco comunista, come orgogliosamente amava definirsi). Trasferitosi a Rimini da Imola, sua città natale nel 1952, in questo scritto racconta sprazzi di vita politica di quel tempo.

Per quanto riguarda la vita politica bisogna dire che era egemonizzata dall'alleanza PCI - PSI, i due partiti che sempre hanno amministrato la città. Queste erano forze dalle radici antiche (già prima dell'avvento del fascismo Rimini aveva un sindaco socialista), forze che si sono irrobustite ricevendo fondamentali contributi dagli immigrati. Anche la DC era una presenza significativa erede del popolarismo sturziano di cui, durante il ventennio, Giuseppe Babbi, deputato per alcune legislature, fu un autorevole inflessibile custode.

Una peculiarità cittadina erano i borghi, ognuno dei quali aveva caratteristiche proprie: il Borgo San Giuliano a nord, oltre il Ponte di Tiberio, era anarchico e comunista al tempo stesso, felliniano per i tanti personaggi che lo popolavano, la cui scomparsa ha fatto perdere in parte le originarie caratteristiche del luogo. Oggi le tipiche casette da gente marinara sono state acquistate da persone che hanno fatto del vivere lì uno status symbol e del borgo un salotto. Nonostante tutto resta comunque affascinante ed è sempre attraente la festa che ne rinnova le tradizioni.

Il Borgo Sant'Andrea, laico repubblicano, aveva una sua funzione perché era l'ingresso in città dalla campagna e ospitava il foro boario, che faceva del luogo il ritrovo per tutti i commercianti di bestiame e i contadini, con le botteghe di granaglie e le osterie era pieno di vita. Nel tempo c'è stato un appiattimento, il luogo è diventato abbastanza anonimo. Solo in questi ultimi anni, con l'organizzazione della festa del borgo in concomitanza con quella di San Gaudenzo, patrono di Rimini, vi è stato un certo risveglio, evidenziato anche dal recupero di vecchie case e antiche strutture.

Infine il Borgo San Giovanni, di tradizione cattolica, i vecchi dicevano clericale, si trovava a sud della città, oltre l'Arco d'Augusto, nel tratto terminale della via Flaminia. Mostra un'edilizia molto bella, purtroppo rovinata da alcune costruzioni moderne che sono come un pugno nell'occhio. Anche questo borgo è abbastanza sonnolento, rianimato da una bella festa che è organizzata dalla parrocchia in onore della tradizione cattolica.

Motivo di sorpresa è stato il gran numero di circoli e di case del popolo, nelle quali forte era la spinta alla socializzazione e intensa l'attività politica.

Zeno Zaffagnini