TENTATIVO DI RUBARE UN MAIALE

Virginio Cupioli (Tonino), Rimini 1926 - 2023, già ferroviere con la qualifica di Capo Stazione Superiore, ha lasciato memorie nelle quale ripercorre momenti salienti della sua vita. In questo caso racconta un episodio accadutogli durante il periodo di sfollamento in campagna per sfuggire ai costanti bombardamenti che imperversavano su Rimini.

Nella primavera del 1944, in attesa del passaggio del fronte, in un frangente di disordine emergevano degli uomini senza scrupoli che cercavano di approfittare della situazione di caos. Mi ricordo in merito il tentativo di rubare un maiale al contadino dove ero sfollato con la famiglia. La casa era a circa dieci metri dalla strada, il porcile a ridosso del muro portante lungo la carrareccia (ero sempre all'erta per timore dei rastrellamenti dei nazifascisti, avevo preparato buche al livello del terreno in pieno campo per nascondermi in caso di bisogno).

Dormivo nella stalla in corrispondenza del muro del porcile. Una notte verso le due, nel silenzio della campagna, udii fermarsi un carretto e, dopo una decina di minuti, udii il maiale rugliare e passi affrettati di uomini nel porcile. D'istinto gridai: Iroba e baghin (rubano il maiale) ad alta voce. Tutti si svegliarono, la contadina proprietaria dalla finestra del secondo piano ne disse di tutti i colori, i ladri impassibili nel buio della notte camuffati parlavano un tedesco simulato e se ne andarono lentamente, anzi uno tornò indietro a riprendersi i coltelli che aveva lasciato borbottando parole tedesche minacciose. Nessuno li riconobbe, erano senz'altro italiani di qualche ghetto vicino. Quella notte tutti rimasero svegli fino al mattino, erano agitati dall'emozione e anche dalla paura.

Virginio Cupioli (Tonino)