Mario Macina, Rimini 1888 - 1981, già ferroviere presso le Officine Locomotive, esponente socialista, protagonista degli scioperi ferroviari del 1921 - 1922, fu per questo licenziato. Nel dopoguerra aderì alla socialdemocrazia di cui fu segretario cittadino e consigliere comunale fino al 1965.
Glossario: Andrea Costa, Imola 1851 - 1910, fu il primo deputato socialista, nel 1882, del parlamento italiano.
Nei primi anni del secolo scorso il diritto di voto era limitato ai soli uomini di età superiore ai 25 anni, che disponessero di un reddito fisso e avessero almeno la licenza elementare. In base al censimento nel 1901 tra la popolazione gli analfabeti maschi ammontavano al 51,3%.
Agli inizi del secolo scorso lo schieramento politico nel riminese era pressappoco il seguente.
Nelle zone agricole aveva la prevalenza assoluta il partito popolare, meglio conosciuto con il nomignolo la scucciarela - cul zal (poi democristiano). Il centro cittadino era diviso fra, monarchici, massoni e socialisti. Nel borgo Sant'Andrea avevano il predominio i repubblicani, mentre il borgo San Giuliano era la roccaforte degli anarchici.
Nelle elezioni politiche del 1904, su 5230 elettori (tanti erano allora gli aventi diritto al voto), i risultati furono i seguenti: il candidato monarchico Avv. Carlo Aventi ebbe 1512 voti; il repubblicano Federico Gattorno 1788; il socialista Andrea Costa 458. Astenuti gli anarchici e i popolari.
Nel ballottaggio che ne seguì, i voti dei socialisti si riversarono sul candidato repubblicano che venne eletto a grande maggioranza. Poiché i rapporti fra repubblicani e socialisti, e non solo a Rimini ma in tutta la Romagna, erano molto tesi, nel dubbio che i socialisti si astenessero dal voto, Andrea Costa mandò il seguente telegramma: mi vergognerei di voi e di me stesso se sapessi che qualcuno di voi mancasse domenica a compiere il suo dovere. Alle urne tutti per Federico Gattorno.
Una trovata spiritosa. Dopo la sconfitta del candidato monarchico Carlo Aventi, su un lampione fra corso d'Augusto e piazza Cavour venne affisso un cartello che diceva: Vendita di vino: A... Venti centesimi il litro.
La Redazione