I mod 303 è (per lo meno era, parlo di tanti anni fa) il registro giornaliero sul quale figurano/avano tutti i servizi effettuati dai macchinisti riguardanti il proprio deposito e impianti limitrofi con turni che interessino/assero l'impianto stesso. Ovviamente, oltre alle sostituzioni ai turni per ragioni varie (congedi, malattie ecc.), vi sono i treni straordinari. L'addetto a tale compito è il Capo Deposito Distributore e, per semplicità, l'ufficio viene chiamato il 303. A mio parere, il 303 è il cuore pulsante della trazione. Io stesso ho gestito il modulo per alcuni anni. Prima da facente funzione poi, dopo aver superato il concorso, da Capo Deposito.
Ho citato il cuore pulsante e spiego il perché. Come dicevo, il compito del distributore, al di là dei turni programmati (anche quelli, per ovvi motivi, continuamente modificabili), è quello di assegnare il personale di macchina ai treni. Tra i suoi doveri vi è quello della migliore utilizzazione del personale stesso, ovviamente sempre nel rispetto del regolamento. Ma i treni non sono tutti uguali. Notte o giorno, riposo o meno fuori residenza, merci o viaggiatori, domenica/Natale/Capodanno, durata del servizio, ecc. Ovvio che nell'assegnazione si rispetta la sequenza e l'ora di disponibilità ma spesso, per motivi vari, non è possibile (vedasi abilitazioni alle macchine, vicinanza al riposo settimanale, numero di notti già effettuate, ecc.).
Ne deriva che il C.D. deve fare una scelta ponderata, ma la sua scelta sulla carta, anche se obbligata, cade sulla pelle viva di una persona (il macchinista che effettua il treno), la quale persona porta già con sé i propri problemi. Ne consegue che, in un certo senso, gli interessi confliggono. Il Capo Deposito ha il compito di gestire il modulo, nel miglior modo possibile, in contrasto, a volte, con l'interesse del macchinista, ciò porta il macchinista stesso a considerare il Capo Deposito dall'altra parte. Qui emerge la capacità del distributore, cioé il saper conciliare gli interessi di entrambi, macchinisti e azienda, creando un rapporto di collaborazione (direi anche di amicizia) con tutto il personale.
Ma in che modo, essendo gli interessi contrastanti, come dicevo? Mi spiego con un esempio. Vi sono giorni in cui la necessità di personale, per vari motivi, è inferiore (quindi macchinisti in esubero) ad altri, quindi ipoteticamente, sarebbe utile concentrare lì, il riposo settimanale di molti. Ma, come si sa, ciò è impossibile! Si potrebbe ovviare rimandando di un solo giorno il riposo settimanale, oppure anticipando l'ora della disponibilità. Ma tutto ciò è contrario al regolamento quindi possibile solo se il macchinista è disposto ad accettare la deroga. Ovvio che, in questo caso, anche il distributore si assume una grossa responsabilità; ciò nella malaugurata ipotesi di incidente ferroviario imputata al mancato riposo giornaliero del macchinista.
Al di là di questo, la collaborazione può aiutare, ma comporta un do ut des. Se la stessa persona che ha acconsentito di effettuare un servizio in deroga al regolamento chiede, in altro giorno, di poter essere sostituito per sue necessità personali, anche irrisorie, il distributore deve fare il possibile e anche l'impossibile per accontentarlo. Tutto ciò viene a vantaggio di tutti. In primo luogo per l'azienda, perché in questo modo si riescono a effettuare treni anche con relativa mancanza di personale, poi del Capo Deposito distributore che riesce a svolgere il proprio servizio nel migliore dei modi possibili e infine, del personale che, a scapito di qualche deroga al regolamento, riesce a gestire meglio la propria vita privata. Ciò significa collaborazione, nell'interesse di tutti.
Faccio presente che, a Rimini, non era deficitario il numero previsto di agenti in servizio ma, come spiegato, la loro difficile assegnazione. Evidentemente però, ciò è possibile solo nei piccoli e medi impianti (Rimini ai miei tempi, comprendeva poco più di duecento macchinisti), essendo difficile mantenere questo rapporto, nei grandi. In questo modo, si crea un gruppo di amici che contribuiscono tutti affinché il servizio si svolga nel migliore dei modi. Di tutto ciò, prova ne sia la mangiata che facciamo tutti gli anni (a giugno scorso eravamo in 96 quasi tutti in pensione, tutti amici, prima che colleghi) che ho descritto in altro numero della Voce.
Si potrebbe obiettare: così facendo si disincentiva l'azienda ad assumere personale. Vero! Ma a parte il fatto che, come ho detto, vi sono giorni in esubero, il Capo Deposito non è un sindacalista. L'alternativa sarebbe la soppressione di alcuni treni, cosa deleteria per l'utenza e per l'azienda stessa. Non si pensi che il distributore così agendo ne possa trarre un incentivo personale, a me non è mai successo, di nessun genere. Solo buon senso. Ovvio che le eccezioni esistono sempre. Mi capitò una volta un macchinista che, avendo i genitori a Napoli, nelle festività importanti, ogni volta che si recava in quella città e se non aveva il congedo turnificato, si metteva in malattia. Io, amichevolmente, gli feci presente che ciò gravava sui suoi colleghi. Mi riposte stai attento, io ti denuncio, sono in possesso di regolare certificato medico. Non occorrono commenti. Così era... ora non so!
Filippo Vannini