L'ADESIONE ALLA LOTTA ARMATA

Ariodante Schiavoncini, Rimini 1922 - 2013. Figura di rilievo nella vita politica cittadina ha lasciato memorie sul periodo del secondo conflitto mondiale. In questo suo scritto ripercorre gli avvenimenti che lo portarono alla macchia. Riassumendo: dopo il fatale 8 settembre 1943, che vide lo sfaldamento dell'esercito italiano con un tutti a casa, Ariodante non fu da meno. Rimini però era diventata una città insicura a causa dei sempre più frequenti bombardamenti alleati, raggiunse così la fidanzata a Trevignano Udinese, dove trovò lavoro nella vicina città di Palmanova. Un giorno, fermato per controllo dei documenti da una pattuglia di Repubblichini, alla richiesta di spiegazioni perché non si trovava sotto le armi asserì che il suo battaglione aveva smobilitato. Questa risposta provocò uno scatto d'ira da parte di uno dei quattro militari, che lo colpì con uno schiaffo al volto, appellandolo: Traditore. Gli altri, nello stesso tempo, lo irridevano e chiamavano vigliacco perché non reagiva. Quindi prima di lasciarlo andare, gli fu imposto di presentarsi al loro comando il mattino successivo. Sul momento represse la sua collera ma il fatto influì decisamente sulla immediata volontà di unirsi a una formazione partigiana, con la quale aveva già avuto precedenti contatti.

Gli ultimi mesi del 1944 sono stati periodi nefasti per il nostro gruppo. Una notte la casa dove abitava la mia fidanzata con la famiglia è stata circondata dai Repubblichini. Tutti gli abitanti del casolare sono stati messi al muro e minacciati di fucilazione, se non avessero rilevato dove mi trovavo. Alla domanda nessuno poteva rispondere, perché non lo sapevano. Ma anche se lo avessero saputo, sono sicuro che non l'avrebbero rilevato, neppure sotto tortura. Solo la mia fidanzata sapeva dove mi sarei trovato in un orario preciso di un giorno stabilito. Nel cassetto della macchina per cucire, non rispettando il mio consiglio di distruggerlo appena letto, aveva messo un bigliettino dove le indicavo ora e luogo di un nostro incontro, che gli avevo fatto recapitare da un giovane delle S.A.P. (Squadre D'Azione Patriottica).

Ma con astuzia è riuscita a metterlo in bocca e ingerirlo. Un'imprudenza che poteva costarle molto cara. Da quella sera ho imparato a essere prudente. Ogni volta che veniva a incontrarmi, per timore di essere spiata, inizialmente si dirigeva nella direzione opposta alla zona dell'appuntamento. Le avevo lasciato la bicicletta e lei, per timore che le fosse sequestrata dai soldati tedeschi come succedeva spesso, aveva imparato a smontare le ruote, tenendo le varie parti in luoghi diversi e rimontandola quando gli serviva per venire a trovarmi.

La stessa notte dell'irruzione nella casa della mia fidanzata, nella piccola frazione di Marlana è stato ferito il commissario politico della nostra Brigata, tradito da un suo amico. Era un giovane universitario, sentirlo parlare di democrazia progressiva come possibile evoluzione del comunismo era come ascoltare una lezione avvincente, pensieri che non si dimenticano. Nella mia mente sono rimasti saldi le sue idee e il suo ricordo, legato ai cinque giorni in cui l'ho assistito dopo il ferimento, nell'attesa che fosse ricoverato all'ospedale di Grado. Mesi dopo, quando ho saputo che nell'ospedale era stato scoperto e ucciso, non ho potuto trattenere il pianto. Oltre che un compagno, avevo perso un grande amico, diventato un fratello nei giorni della sofferenza. In quella tragica sera il nostro gruppo ha perso tre Gappisti.

La combinazione dei fatti di quella tragica notte del 1944 ci ha fatto pensare che non fosse stato un rastrellamento generalizzato, come accadeva spesso nel paese, ma che ci fossero obiettivi precisi e un piano coordinato, basato su informazioni sicure. Tra i paesani c'erano sicuramente delle spie che passavano notizie ai Repubblichini. La tragedia di quella notte ci ha resi molto più diffidenti e prudenti. Solo il presunto amico che ha tradito il nostro commissario politico ha pagato il suo tradimento, gli altri delatori di quella notte non sono mai stati scoperti.

Ariodante Schiavoncini