LA TRAGEDIA DI SANTARCANGELO

Il collaboratore del giornale, Daniele Celli, noto scrittore di vicende storiche locali riferite in particolare ad avvenimenti dell'ultimo periodo bellico. Il suo recente lavoro tratta un doloroso avvenimento verificatosi a Santarcangelo di Romagna nel 1944, subito dopo la sua liberazione da parte Alleata e con operazioni militari ancora in corso. Qui in sintesi ne narra gli avvenimenti.

In questa ricerca è ricostruita una tragica vicenda che ha coinvolto numerose persone a Santarcangelo, alcuni residenti in loco, altri sfollati da Rimini che avevano trovato rifugio nelle grotte per proteggersi dalla furia della guerra.

23 settembre 1944, dopo la giornata di duri combattimenti, la collina di Santarcangelo, dove si erano arroccate le truppe tedesche, cede all'avanzata alleata; si registrano elevate perdite da entrambe le parti. I tedeschi si ritirano verso Savignano ma la guerra a Santarcangelo non è ancora terminata. La popolazione, che da oltre un mese vive nelle grotte millenarie sottostanti il paese, inizia cautamente a uscire, tanti vorrebbero constatare in quali condizioni si trovano le proprie case, nella speranza che fossero ancora in piedi. Tra le priorità di ogni capofamiglia c'è quella di rimediare qualcosa da mangiare per i propri famigliari, ma svolgere questo compito implica rischiare in ogni momento di perdere la vita. Infatti prima del passaggio del fronte a Santarcangelo scoppiavano le granate alleate, ma ora con gli alleati in paese, scoppiano granate germaniche; bisogna muoversi ancora con molta prudenza.

Dopo la liberazione però la vita sembra riprendere pian piano ed è gioia per adulti e bambini quando il 30 settembre un camion alleato, probabilmente un'autobotte a benzina, si ferma davanti all'ingresso della Grotta Amati e l'autista comincia a distribuire barrette di cioccolato ai bambini e sigarette agli adulti... sembra un sogno ma la guerra non è ancora finita... poi l'esplosione, è tragedia. Numerose le vittime e i feriti. Durante la ricerca per ricostruire i fatti, è stato possibile trovare due testimoni viventi che hanno arricchito con i loro ricordi la narrazione di questa triste vicenda. Nelle mie ricerche ho cercato di ricostruire quale era la situazione politica nella città di Santarcangelo (con un governo temporaneo sotto la supervisione degli alleati) e la vita quotidiana della gente sfollata nei rifugi (le persone soffrivano la fame e si preoccupavano per le loro case).

Nella targa commemorativa presente nei pressi della Grotta Amati è riportato l'elenco dei caduti: otto di cui cinque bambini, due adulti e un militare alleato, oltre a altri feriti.

Daniele Celli