GIOVANI DEL DOPOGUERRA

Vito Milano, Rimini 1926 - 2011, già ferroviere con la qualifica di Capo Gestione Superiore ha lasciato memorie della sua esistenza, in questo caso ricorda la vita mondana notturna nei primi anni del dopoguerra.

Riprende in pieno la vita balneare, diurna e notturna. Le maggiori orchestrine e cantanti nazionali si avvicendano nei caratteristici dancing della riviera. Assistiamo alle elezioni di mis Cinema, Europa, Universo, ecc. Noi della mia compagnia siamo ancora tanto giovani e in bolletta, ma è tanta la voglia di vivere e divertirsi che, con poco, riusciamo ugualmente a raggiungere lo scopo. Basta amicarsi un cameriere e, con qualche lira, fornisce al tavolo della brigata bicchieri e caraffa, con semplice acqua del rubinetto.

Questo avveniva nei migliori locali del momento: Casina del Bosco, Embassy, Sombrero, Oriental Park. Non di rado, per dare vita all'ambiente, i proprietari ci spingono a far ballare anche qualche tardona che, altrimenti, rischierebbe di far troppo a lungo tappezzeria. Siamo comunque lieti di vivere, come lo sono le giovinette che corteggiamo, il più delle volte, molto platonicamente. Siamo noi, quegli sparuti vitellini di un tempo, i primi ad auto battezzarsi birri della riviera e più tardi targati da Fellini vitelloni.

Assidui frequentatori di quella Rimini denominata divertimentificio, capitale del turismo. Non esisteva smercio di droga e a quel tempo bastava una semplice coppa di modesto moscato di San Marino per completare una superba serata goliardica per farci partire in grande euforia!

Vito Milano