Virginio Cupioli (Tonino), Rimini 1926 - 2023, già ferroviere con la qualifica di Capo Stazione Superiore, ha lasciato memorie nelle quali ripercorre momenti salienti della sua vita. Tonino, visse con la famiglia da bambino in via Fogazzaro, a quei tempi periferia, ancora zona rurale. Questo scritto rappresenta una testimonianza di come vi fosse allora una diffusa carenza nell'osservanza delle più elementari precauzioni igienico - sanitarie.
Frequentavo allora la seconda elementare, ricordo che fui ricoverato all'ospedale a Rimini in condizioni gravi per febbre tifoide. Quando fui ricoverato dal letto guardando la finestra si intravedeva un albero con le sue verdi foglie. Quando mi accadde di osservare di nuovo l'albero era spoglio. Chiesi alla mamma dove erano finite le foglie: l'è una masa ad temp che ci que, zavarievte (è molto tempo che sei qui, farneticavi). Avevo vissuto in coma delirante con la perdita di conoscenza per molti giorni e non mi ero accorto del tempo trascorso.
Mio fratello più grande era stato contagiato in forma più lieve ed ebbe una guarigione rapida. Come conseguenza del malanno mi caddero i capelli, poi presto ricrebbero. Tempo dopo pensando all'accaduto, mi ricordai che in una circostanza avevo bevuto l'acqua di un fosso, probabilmente inquinata, ero rimasto rammaricato con me stesso per il travaglio procurato alla famiglia.
Virginio Cupioli