Ciao Giovanni, ti invio un altro scritto relativo a una qualifica che non esiste più e che molti non sanno sia esistita. Quando ero Capo Deposito distributore a Rimini, da noi ancora esisteva, anche se utilizzato limitatamente, per avvisare coloro ancora sprovvisti di telefono. Caro Giovanni, colpa (o merito?) dell'età... la mia. Un abbraccio, Filippo
In ferrovia, prima dell'avvento della telefonia, esisteva la figura del Chiamatore. Mansione che si è conservata fino a quando tutti i dipendenti interessati si sono dotati di telefono fisso o, in seguito, di cellulare. Tale mansione consisteva nel recarsi, in bicicletta, al domicilio dell'interessato per comunicazioni inderogabili di servizio. Soprattutto, insieme con altre qualifiche, erano interessati il personale di macchina e viaggiante.
Infatti, in quale altro modo il Capo Deposito distributore avrebbe potuto avvisare, essendo di sua competenza, il personale sul servizio da svolgere, oppure per eventuali modifiche? Ciò però comportava il vincolo di essere presenti in casa, a volte attendere per ore e ore, anche se ciò limitato all'orario successivo dall'inizio della propria disponibilità, conosciuto in precedenza. Ovviamente l'introduzione del telefono, poi del telefono cellulare, hanno semplificato di molto le cose. Ciò per quanto riguarda la disponibilità.
Vi era però un'altra esigenza per la quale era indispensabile l'intervento del chiamatore: la reperibilità. La reperibilità consiste nell'essere reperibili e attivi in breve tempo (non ricordo quanti minuti, anche perché il tempo cambia in base al modo dell'intervento), durante l'intero arco della, oppure delle, giornate (ovviamente a turno); ciò per interventi urgenti dovuti principalmente a disservizi occasionali. In questo caso eravamo interessati, insieme con altri, anche noi Capi Deposito relativamente alla richiesta di carro attrezzi.
Ovvio che ciò, tranne i periodi in cui pur essendo reperibili ci si trovava in servizio di turno, ci obbligava a stare in casa giornate intere, spesso senza essere chiamati (in tal caso era una fortuna perché, intervenire con il carro attrezzi in caso di incidente ferroviario, oppure svio, non è molto augurabile).
Poi inventarono il teledrin. Quest'ultimo era un apparecchio di piccole dimensioni che, su invio chiamata da un altro apparecchio simile in dotazione al chiamante, emetteva un segnale acustico (in pratica si trattava di un precellulare che inviava solo la chiamata, senza possibilità di comunicazione vocale). Alla ricezione di tale segnale (driiin, appunto), l'interessato si doveva urgentemente mettere in comunicazione telefonica con il proprio referente, utilizzando un telefono pubblico presente nei pressi e attendere disposizioni. Si può immaginare il miglioramento del proprio servizio di reperibilità e quante litigate in meno con quella santa donna di nostra moglie!
Finalmente, durante i giorni in oggetto, si poteva accompagnarla a fare la spesa... e chi è sposato sa cosa significhi. Evviva il teledrin... poi con l'era del cellulare e tutto fu più semplice.
Filippo Vannini