IL FULMINE

Benito Colonna (Toni), 1937 - 2025, già macchinista FS, nativo della frazione cittadina di Rivabella, ci ha lasciato memorie sul servizio svolto in Ferrovia, qui racconta di un'anomalia che si verificò durante il lavoro.

Mi era capitato tante volte durante l'effettuazione di un treno di trovarmi in mezzo al turbinio della neve o al centro di un temporale con lampi e tuoni. Ricordo di un viaggio in treno Torino - Savona - Ventimiglia. Stavo guidando un locomotore diesel-elettrico del gruppo 343. Durante un temporale, ci trovammo nel mezzo di una zona particolare in cui i fulmini piovevano letteralmente. Mentre avanzavamo, luci abbaglianti e contorte piombavano e correvano lungo i binari.

Riuscimmo a superare la tratta tirando un sospiro di sollievo. Un pomeriggio che stavamo rientrando a Rimini da Bologna, ero alla guida di un locomotore del gruppo 428 aerodinamico. Eravamo transitati da Santarcangelo. Verso Rimini il temporale che imperversava lasciava presagire poco di buono. Rivolto al collega gli dissi: Sarà meglio che vada a zero con la trazione e abbassi il pantografo, così possiamo essere certi di non venire colpiti da qualche fulmine (mi era accaduto qualche anno prima).

Mentre parlavo, stavo eseguendo le operazioni necessarie, ma non potei terminare. Vedemmo un globo di fuoco bianco che correva sul filo verso di noi. In un attimo ci aveva raggiunti. Un lampo assieme a una cannonata e restammo con la macchina morta che proseguiva la sua corsa solo per forza d'inerzia. Fortunatamente la linea in quella tratta è in discesa e i segnali di protezione della stazione erano a via libera. Arrivammo in stazione regolarmente.
Quando il manovratore ci chiese di accostare ai respingenti delle vetture per sganciarci e farci andare in deposito, gli feci presente l'anormalità. Fummo poi rimorchiati. Il fulmine ci aveva colpito facendo fuori due degli otto motori.

La Redazione