I Consigli Direttivi dei Dopolavori Ferroviari Territoriali sono, salvo rare eccezioni, in carica dall'anno 2008. È passato da allora un lungo lasso di tempo, ragione per la quale i membri che oggigiorno li compongono, nella loro stragrande maggioranza, è di pensionati FS. Il DLF di Rimini non è sfuggito a questo processo, tanto è vero che nel Direttivo dei suoi nove consiglieri, uno solo è un ferroviere in servizio.
Il Presidente nazionale DLF, a metà luglio, di passaggio a Rimini faceva visita alla nostra sede. Nell'occasione si veniva informati che, in seguito alla recente sottoscrizione del nuovo contratto nazionale dei ferrovieri fra i sindacati della categoria più rappresentativi e la società FS, l'ipotesi che presto le parti possano accordarsi anche su un nuovo Statuto DLF, si è fatta concreta. Atto che dovrebbe dischiudere, poi, la via a nuove elezioni per il rinnovo degli organismi Direttivi dei DLF. Lo stesso, poi, affermava che sarà quindi quella l'occasione per ringiovanire la composizione dei quadri dirigenti, riportando in maggioranza, nei Consigli Direttivi, la componente dei ferrovieri in servizio.
Successivamente, cambiato argomento, passava a tessere elogi per il nostro DLF sulla base dei risultati conseguiti in questi anni, sottolineandone in particolare questi aspetti: il tesseramento sociale, dove in campo nazionale ci distinguiamo per collocarci nella fascia alta per il numero cospicuo di soci iscritti, in particolare per la categoria dei Pensionati FS; per le molteplici attività svolte sul piano istituzionale; per lo stato di salute dei conti di cassa, contando anche su un fondo di riserva; per la regolare stampa del periodico DLF La nostra Voce (uno dei pochissimi giornali ancora pubblicati dai DLF locali); per l'unico Osservatorio Astronomico presente nei DLF.
Proseguiva infine dichiarando che in regione siamo una delle pochissime luci che ancora brillano, mentre invece in altre realtà, si sono registrate chiusure di DLF (con accorpamenti) e commissariamenti. Una volta terminata la sua relazione, per tutta risposta, il Presidente ha dovuto sorbirsi una serie di nostre lamentele cahier de doleance.
Queste in sintesi: è stato rimarcato che da tre anni a questa parte, il DLF per svolgere le sue attività e sostenere le spese correnti è stato lasciato dalla Sede Centrale quasi privo di risorse, se si escludono alcuni contributi ricevuti, occasionalmente, a sostegno di manifestazioni.
Per altro si è sostenuto che siamo stati privati dei canoni derivati dai subaffitti per gli immobili in area DLF, come invece in parte avveniva fino al 2022, rimasti da allora appannaggio esclusivo della società Patrimonio DLF. Al DLF Rimini è stata lasciata la sola disponibilità dei vani dell'ufficio, 100 m2 e un magazzino di analoga cubatura, lasciati al momento in franchigia del canone affitto e, il parziale utilizzo di alcune utenze (energia elettrica e acqua).
Rilevando altresì che il DLF Rimini, per sostenersi, conta solo sulle entrate derivate dall'introito parziale della quota tesseramento e dall'attività turistica. Le entrate di quest'ultima sono, però, alquanto modeste e aleatorie, perché basate esclusivamente sull'impegno, a volte saltuario, di soci volontari. Gli è stato pertanto chiesto come, con questi presupposti, in un contesto fragile, si possa operare con margini economici sufficienti per garantire come si dovrebbero, le attività che per Statuto si è chiamati a compiere.
Riguardo invece al ventilato prossimo rinnovo dei Consigli Direttivi è stato precisato che la prospettiva di avere nei DLF le principali cariche direttive ricoperte da ferrovieri in servizio, almeno per un DLF mediamente strutturato come il nostro, per garantirne un efficace operatività, questo può avvenire solo se saranno garantiti distacchi al DLF di ferrovieri in servizio in numero congruo, di cui almeno uno a carattere permanente (negli ultimi anni i distacchi sono stati di 5 giorni al mese).
Il Presidente nazionale, nella sua replica, ha precisato che l'essere stati estraniati dalla partita dei canoni in subaffitto in area DLF per noi può essere considerata un'uscita da onerose problematiche perché ci si sarebbe ritrovati in un ginepraio, coinvolti in una battaglia legale, come avvenuto fra i conduttori di parte delle aree DLF, la Patrimonio DLF e la proprietà, la società FS (tramite le sue derivate: Sistemi Urbani, Metropark, Ferservizi).
Ha comunque assicurato il suo interessamento perché una parte degli affitti introitati dalla Patrimonio DLF sia devoluta al DLF Rimini. Riguardo invece ai distacchi DLF ha promesso, a tempo debito, di rivederne il quadro, basandosi nell'assegnazione in particolare sui dati del tesseramento soci.
Sembra pertanto che la situazione per i DLF sia in evoluzione, in ogni caso, sul tema quando e se vi saranno sviluppi, i soci verranno debitamente informati.
Giovanni Vannini