Sono stato assunto a Bologna centrale, come allievo aiuto macchinista in prova, il primo ottobre 1957. Otto mesi di scuola poi non più allievo ma in prova per ancora un anno. Poi stabilità. Dopo alcuni anni, uscì il bando di concorso per macchinista, ma era escluso il compartimento di Bologna. Non me la sentii di fare domanda per un altro compartimento, per non essere poi costretto a trasferirmi per acquisirvi la nomina. L'anno successivo stessa cosa, per cui mi decisi a fare domanda per il compartimento di Milano.
Venni convocato agli esami, mi sembra a palazzo Litta a Milano, credo fosse nel 1963/64. La commissione d'esame era presieduta dall'Ing. Barbieri, allora Capo Divisione Materiale e Trazione di Milano. Superai bene lo scritto, stessa cosa all'orale, al termine dell'interrogazione l'Ing. Barbieri disse: Bene può andare, al che risposi ovviamente contento: grazie, buon giorno. Ma la mia soddisfazione svanì in un attimo. Giunto io sulla porta, lo stesso ingegnere mi richiamò e mi disse: Prima di lasciarla andare mi tolga una curiosità: mi sono sempre chiesto dove si trovi il differenziale sui locomotori e sulle vetture (furbino, lui). Ovviamente se ce l'hanno gli automezzi, devono per forza averlo anche i treni. Gli detti la risposta esatta (la conicità delle ruote) e mi lasciò finalmente andare.
Non vi sembra una domanda strana? Immaginai in seguito il perché. Siccome eravamo in due al primo posto ad avere lo stesso punteggio (tra scritto e orale), lui forse per avere una conferma sull'idea che si era fatta, o forse per farsela, mi dette un punteggio superiore e il primo posto ottenuto in base a quella domanda. Quel primo posto mi servì molto in seguito.
P.S. Come, a volte, certe domande che possono sembrare stupide possano invece avere invece la loro seria importanza.
Filippo Vannini