IL FERROVIERE DANDY CONTESTATO

Virginio Cupioli (Tonino) 1926 - 2023, ha lasciato memorie che riguardano prevalentemente la sua gioventù. In questo suo scritto focalizza l'attenzione sull'immediato dopoguerra nella stazione di Rimini dove fervevano i lavori, sotto la direzione dei liberatori inglesi, per la sua piena riattivazione dopo le immani distruzioni subite nel corso del conflitto bellico. In questo caso si sofferma su un ferroviere addetto ai lavori di restauro.

Dopo il passaggio del fronte, i ferrovieri della Stazione di Rimini, quasi distrutta, nei giorni della ripresa del lavoro venivano adibiti allo spargimento dei mattoni nello scalo per riempire le buche e spianare il terreno per facilitare la circolazione dei camion contenenti merci; i mattoni venivano portati da automezzi ribaltabili prelevati da case e ville dei dintorni appositamente abbattute, secondo necessità, dalle ruspe militari. La squadra dei ferrovieri era affidata a un sergente inglese, che teneva sottobraccio un frustino foderato di cuoio. Il quale con cipiglio padronale disponeva il da farsi.

I ferrovieri, indipendentemente dalla qualifica, erano vestiti in abiti civili senza tuta, stavano attenti a non sporcarsi, particolarmente un telegrafista, Renato Frisoni, figlio del bidello delle scuole industriali, vestito giornalmente sempre di nuovo, tanto da sembrare un Dandy (ostentazione di eleganza), probabilmente suscitava l'avversione del sergente inglese che lo comandava ripetutamente provocandolo, finché tentò di colpirlo con il frustino, Renato si abbasso per evitare la sferza e di rimando gli sferrò un diretto che lo stese sul terreno e scappò. Per diversi giorni non si presentò in servizio. Alla richiesta del nome da parte dell'inglese tutti dichiararono di non conoscerlo.

L'utilizzo dei ferrovieri per questo lavoro avveniva gratuitamente e fu disposto dal capostazione titolare (il mitico Cav. Natale Nicolò) per dimostrare agli Inglesi collaborazione. I ferrovieri in quel periodo non potevano svolgere il servizio ferroviario essendo lo scalo quasi interamente fuori suo, perché distrutto, a eccezione di qualche binario ripristinato. Furono pagati dalle FS e non dagli inglesi.

La Redazione

1945 - Piazzale antistante la Stazione FS di Rimini.