GITA IN PUGLIA
24 - 27 ottobre

Il socio Angelo Bonfè Maioli ha partecipato alla gita in Puglia di Ottobre, in seguito ha consegnato al DLF una relazione di viaggio, nella quale descrive impressioni ed esperienze vissute. In una prima fase di questo viaggio rileva come le sue sensazioni, per una serie di fattori, siano state contraddistinte dal pessimismo. Tuttavia poi, con il proseguimento del viaggio, tutto cambierà al meglio. Per ragioni di spazio questo suo scritto sarà pubblicato a puntate.

Quella mattina, appena uscito da casa, mi sono trovato nel buio più profondo, le luci del parco dove abito erano spente, così pure le notturne di casa, il cielo era ricoperto di nuvole minacciose, ho pensato: Cominciamo bene. Salgo in macchina e una volta arrivato al parcheggio ho trovato anche questo al buio, quasi mi era passato la voglia di partire, ma il desiderio di viaggiare ha avuto il sopravvento, certo d'incontrare amici e di ammirare luoghi nuovi da visitare. Giunto sul posto dell'appuntamento mi sono guardato attorno per vedere se, fra le persone in attesa, riconoscevo qualche volto noto.

In quei momenti quello che più mi ha impressionato, osservando gli altri partecipanti, è stato che come me i loro volti non avevano traccia di quell'allegria che si ritiene, dovrebbe avere chi, di solito, si accinge a trascorrere giorni di spensierata evasione. Mi sono dato una spiegazione ritenendo che quest'atmosfera dipendeva di certo dall'alzataccia, partenza alle ore 5.10, che andava associata alle condizioni meteo che non promettevano niente di buono. Ho comunque continuato a guardarmi attorno per vedere se vi era qualche conoscente, ma ho in questo avuto poco tempo perché la voce dell'accompagnatore Vannini Giovanni mi ha distolto, cominciava la chiamata per la salita in pullman. Terminato l'appello di lì a poco, si parte.

Fra i passeggeri regna il più assoluto silenzio. Questo fino al momento in cui vi è stata la fermata al casello autostradale di Cattolica, per fare salire una ragazza. In quel momento si è sentito un flebile buongiorno, poi si ripiomba nel silenzio. Alla prima fermata obbligatoria fra i gitanti qualche sorriso fa capolino, non mancano i commenti sul meteo nella speranza che il tempo volga al meglio. Dopo la sosta si riparte verso la nostra meta. Quando dopo la seconda sosta programmata si risale in pullman già l'atmosfera cambia, sul fare del giorno il cielo si apre con larghi squarci di sereno, aspetto che aiuta il morale. Frattanto cominciavo a fare le prime conoscenze e riconoscere alcuni con i quali avevo lavorato in ferrovia.

In pullman il chiacchiericcio si faceva sempre più intenso e ogni tanto dal microfono la voce di Giovanni si faceva sentire per comunicare notizie concernenti il viaggio. Arrivati in un autogrill, verso mezzogiorno, si fa una sosta un po' più prolungata delle precedenti per dare la possibilità a tutti, senza assilli, di consumare un pasto. Al suo termine si procedeva per Brindisi, dove, all'arrivo, avveniva il puntuale incontro con la guida.

Angelo Bonfè Maioli