Così ricordo le mie scuole elementari: una classe mista di 60 - 70 anni fa. Il bidello passava ogni mattina a rifornire d'inchiostro nero i calamai di vetro a coppa fissati nel banco. La nostra penna era in tre pezzi: astuccio, ghiera e pennino. Indossavamo un grembiule nero e un colletto bianco con un nastro legato a fiocco. La cartella era di cartone, in cui si riponeva il sillabario, un quaderno a righe e uno a quadretti, la penna e la colazione. Il maestro o la maestra si faceva rispettare con una tirata di orecchie o con una bacchetta di legno, con cui assestava colpi in mezzo alle mani a chi secondo lui o lei le meritava. Le punizioni più severe consistevano nell'essere spediti dietro la lavagna, in ginocchio e con dei ceci sotto le ginocchia.
Pompilio Parzanese
