Virginio Cupioli (Tonino) 1926 - 2023, ha lasciato memorie che riguardano prevalentemente la sua gioventù. In questo suo scritto focalizza la sua attenzione su un gioco, un tempo in voga, quello del pallone col bracciale. Questo sport in città si svolgeva in un apposito campo in terra battuta, per praticarlo secondo le regole su uno dei lati lunghi vi era un alto muro, sopraelevato su un tratto della cinta muraria Malatestiana, mentre sul lato opposto, e su quelli corti, si trovavano le gradinate riservate al pubblico. Questo luogo veniva chiamato: Sferisterio Comunale, era sorto nel 1816 e si trovava in via Circonvallazione Occidentale. Declinata nel tempo l'attenzione per questo sport il complesso, a metà degli anni sessanta dello scorso secolo, fu abbattuto. In tali spazi poi si realizzarono due edifici: quello dell'AUSL Romagna e a questo attiguo un asilo nido, entrambi tuttora presenti.
Spesso andavo allo sferisterio comunale a osservare il gioco della palla del bracciale, i giocatori usavano un attrezzo di vimini e guanto di cuoio che copriva la mano e il polso, lanciavano e rilanciavano una palla di gomma contro il muro parietale alto oltre 14 metri, il campo in terra battuta era di metri 16 per 86. I limiti del campo e la divisione del centro erano segnalati da una fila di mattoni sporgenti tre centimetri dal terreno. I più grandi stadi per questo sport, fornito di tribune e gradinate, erano in Romagna e nelle Marche. Molto diffuso e praticato nel diciannovesimo secolo.
Virginio Cupioli
