Vincenzo Santolini di Coriano, deceduto nel 2020, già partigiano, contraddistinse la sua esistenza in un pervicace impegno politico e sociale. Raccolse le memorie dell'amico Guido Ceccarelli, di cui in questo scritto racconta come questo, garzone presso un colono a Cotignola, passato il fronte di guerra, ottenuta una settimana di permesso fosse ritornato, con mezzi di fortuna, a casa che si trovava a Montetauro (Coriano).
A casa, trascorsi i sette giorni di assenza dal lavoro, assorto in impegni vari, mi ritrovai a dover ripartire meravigliandomi che il tempo fosse trascorso così velocemente. In quei giorni di permanenza. Parlando con i miei famigliari e amici raccontai della mia esperienza da garzone a Cotignola e da loro seppi degli avvenimenti con il passaggio della guerra, a Coriano i combattimenti terminarono nel settembre del 1944, tanti i morti, innumerevoli i feriti, in particolare a Montetauro e alle Saline. Le case erano quasi tutte completamente distrutte, come le strade e i ponti. Era il prezzo pagato per quella terribile guerra. Molti abitanti del luogo si erano salvati sfollando nella vicina Repubblica di San Marino, che non era in guerra, a Faetano dentro le gallerie ferroviarie e nei rifugi.
Dovevo ripartire per Cotignola, per terminare l'anno lavorativo pattuito. Sarebbe scaduto dieci giorni dopo. Terminato il lavoro quando poi tornai a casa, mi accorsi che avevo necessità di scarpe, ne ero privo. Recatomi al mercato, ne comprai un paio, spesi 9.000 lire. La lira era in corso di svalutazione. In pratica avevo lavorato un anno, rischiando la vita, per poco più di un paio di scarpe. Dopo avere trascorso qualche giorno a casa, perché i soldi erano pochi e il mangiare anche, saputo che parenti dei miei ex padroni di Cotignola cercavano un garzone, decisi di offrirmi come lavorante. Con loro pattuii una paga di lire 28.000 per un anno.
I primi di luglio 1945 arrivai a Cotignola presso la nuova famiglia. Mi trovai bene e il cibo era ottimo e abbondante. Siccome dopo un mese c'era poco lavoro, fui trasferito nuovamente a lavorare presso i miei precedenti padroni. Nel ravennate i lavori in campagna si eseguivano già con il concorso di macchine, trattori, mentre da noi nel riminese, ci si serviva ancora, in gran parte, dell'ausilio del bestiame.
Vincenzo Santolini