Il socio Bruno Bernardini, già direttore delle poi soppresse Ferrovie Padane, ci ha consegnato una relazione, scritta nel lontano 1957, a supporto delle allora posizioni di opposizione espresse dalle comunità del territorio alla ventilata ipotesi, avanzata dal Governo, di soppressione della linea ferroviaria Rimini - Novafeltria. Chiusura poi avvenuta, sostituita da un servizio di autolinea, dal 1960.
La situazione geologica della zona è notissima e assorbe quasi tutte le energie e la pressoché completa totalità dei mezzi delle Provincie; ad avvalorare tale affermazione è sufficiente citare il fatto che gli Uffici Tecnici delle Provincie di Forlì e Pesaro hanno dovuto progettare, come ultimo tentativo di soluzione di tali problemi, la sistemazione della strada Rimini - Sansepolcro con un preventivo di spesa di lire settecento milioni per il tratto Rimini - Novafeltria e di lire duemiliardisettecento milioni per l'intero tracciato. Non si comprende quindi come potrebbe essere assicurato un intenso, veloce e pesante traffico automobilistico su una strada che, anche in condizioni normali, non è attualmente in grado di permettere un regolare transito alla viabilità ordinaria.
Il problema di trasformazione della ferrovia in autolinea potrà quindi essere seriamente esaminato solo quando saranno stati portati a compimento i lavori della strada Provinciale. Si deve inoltre tenere presente che durante la stagione invernale la zona del Montefeltro di Novafeltria (circa 40.000 abitanti) rimane facilmente isolata, e per lunghi periodi di tempo, non appena si verifichi una qualunque modesta nevicata. È noto che durante l'inverno scorso la neve nella zona è stata scarsa e di breve durata (contrariamente al solito, poiché il Montefeltro è invece proverbiale per le lunghe e abbondanti nevicate); ciò malgrado l'intero traffico stradale è rimasto bloccato.
Qualora si considerino i consueti eventi atmosferici della regione (per esempio quelli degli inverni 1954 -55 e 1955-56) si rileva che rientra nella normalità l'arresto completo e assoluto del traffico stradale per periodi prossimi a due settimane continuative. In tali casi la Ferrovia ha posto particolarmente in luce le sue doti di insostituibilità, proseguendo con assoluta regolarità il servizio e, anzi, intensificandolo o addirittura raddoppiandolo per far fronte totalmente alla crisi seria, e qualche volta estrema, derivante dalla assoluta impraticabilità delle strade per ogni veicolo.
Bruno Bernardini

Mercatino - 18 giugno 1922 - inaugurazione della Ferrovia.