L'ANTIFURTO PRE-ELETTRONICO

Fino ad alcuni anni fa, nel mondo contadino, vi era l'abitudine, derivata da necessità passate, di allevare uno o due maiali per poi, verso dicembre, ucciderli e ricavarne prosciutti, salami, salsicce, ecc. Questi prodotti venivano appesi al soffitto del locale più fresco della casa, per fare in modo che si potessero mantenere fino a primavera inoltrata, per soddisfare almeno in parte, alle necessità alimentari della famiglia. Nel dopoguerra, periodo in cui la miseria imperava, poter disporre di questi alimenti si poteva considerare un lusso che potevano permettersi solo coloro che abitavano in campagna, perché ciò comportava la necessità di poter usufruire almeno di un porcile.

In campagna inoltre vi era la possibilità di potersi alimentare con i prodotti dei campi, ovviamente impossibile per chi abitava in paese oppure in città. Mia nonna, per esempio, allevava alcuni conigli e galline per poterli vendere e poter così soddisfare alcune necessità familiari (non si mangiavano per venderli). Ciò non era possibile in città. Per cui, alcuni cittadini o paesani, erano portati a recarsi in campagna e rubare i prodotti dei campi. Ma la merce più ricercata, ovviamente, era quella appesa al soffitto delle case dei contadini. Vi erano insomma ladri per necessità alimentari e non per rubare soldi, in quanto non ce n'erano.

Si dirà: Cosa c'entra l'antifurto? Per evitare gli eventuali furti, molte porte d'ingresso delle case in campagna, erano formate da delle assi di legno pieno, munite di uno o due catenacci interni e cardini esterni, ma molto facili da smontare. Siccome detta porta era sprovvista di vetri, vi era una seconda porta interna, chiamata bussola (bosla), che invece ne era munita. L'antifurto funzionava in questo modo. Si chiudeva con i catenacci la porta esterna, la porta interna, invece, veniva lasciata socchiusa in maniera da potervi appoggiare in alto un secchio vuoto, di metallo (la capletta). Qualora i ladri avessero tentato di entrare, una volta abbattuta la porta esterna, erano costretti a spingere la bussola semichiusa, verso l'interno. A questo punto il secchio, che si trovava in alto, cadeva in terra, magari colpendo in testa il ladro e il suo ahi era un primo segnale, seguito immediatamente dal rumore del secchio che cadeva in terra.

Vi era però un problema! Come si può immaginare, la porta esterna non era a tenuta stagna e quando spirava (non moriva) un pò di vento... si ascoltava la sinfonia in la minore di spifferi d'aria, per cui la bosla si muoveva, con il risultato che interveniva il segnale d'allarme. Per ovviare a questo problema, si appoggiavano alle due ante della bosla citata, due sedie, ma se passava il gatto e le spingeva verso l'esterno; doppio segnale, (miao e sleng!) ingiustificato. Se ciò succedeva tutta la famiglia si svegliava e si allarmava, ma scoperto l'anomalo intervento, si riassettava il meccanismo e si tornava verso il regno di Morfeo.

PS. In casa mia vi era questo tipo di allarme pre-elettronico. Ho fatto un pochino di ironia ma è la veritàè che tanti possono ancora confermare.

Filippo Vannini