SCRIGNI DI CIOCIARIA

È facile per il Dopolavoro Ferroviario organizzare dei viaggi, Marco ha suggerito la Ciociaria, terra generosa e colma di magia. Dopo un'alba stupenda su mare agitato e bosco autunnale variamente colorato, giungiamo a Subiaco, all'abbazia, impegnando tutta la nostra energia. Chiesa superiore e inferiore su e giù per strette scale, infine al Sacro Speco, luogo davvero speciale. Al monastero di Santa Scolastica ci si sposta per una piacevole e istruttiva sosta: biblioteca con manoscritti, codici miniati, incunaboli e uno dei primi libri stampati. Pranzo ad Aniene, poi subito a Palestrina dove a Palazzo Barberini si ammirano tesori sopraffini: ornamenti di tombe, vasellame, ciste oggetti antichi e rarità mai viste, ma soprattutto, il pezzo più pregiato Il mosaico del Nilo così soprannominato.

Si riparte passando davanti alle rovine della villa di Nerone, della città al confine, per arrivare a Fiuggi a pernottare e le stanche membra riposare. Casamari l'indomani e la celebre abbazia dove semplicità, robustezza e razionalità regnano in armonia. Siamo poi nella Valle del Liri dove ancora alcune cartiere rimiri. Qui il fiume in due rami si divide formando l'Isola del Liri che, superba, ci sorride con le sue cascatelle e la cascata grande che fa mostra di sé e maestosa si espande. Si prosegue per la cittadina di Arpino dove le statue di Cicerone e Mario fan capolino, si passeggia nel borgo antico di vicoli e stradine un vero intrico, circondato da ciclopiche mura su cui una porta ogivale si apre addirittura. Si torna a Fiuggi per la notte sperando di dormire per ore ininterrotte.

A Trisulti un giardino veramente singolare, con alberi abilmente potati, ci invita a entrare. Qui il silenzio è d'obbligo e prevale, non arriva nemmeno del telefono il segnale. Nelle celle i monaci meditavano e alle piante officinali si dedicavano. Dopo pranzo si prosegue per Alatri, fortificata e da solide mura circondata. Si sale all'acropoli, al vescovato e al Duomo per un giro lento a passo d'uomo. Ci si trasferisce poi a Ferentino per il nostro consueto cammino. Anche qui la cinta muraria circonda la città, così proteggeva gli abitanti dalle avversità. Interessanti il Mercato Romano, la Cattedrale, il suo pavimento, il ciborio, il cero pasquale. Si esce da Porta Sanguinaria puntuali senza temere, oggi, le esecuzioni capitali. Si rientra in albergo stanchi ma contenti con l'immagine dei luoghi visti, assai seducenti.

Il nostro viaggio sta per terminare, Anagni è l'ultimo paese da visitare. La Città dei Papi è storicamente detta, di ben quattro essa fece incetta, ma il più frequentemente ricordato è senz'altro Bonifacio VIII, il malmenato. Al Palazzo Comunale una simpatica rappresentazione ha simulato il fatto in una realistica ricostruzione: Maurizia uno schiaffo ben assestato alla povera Elisa ha elegantemente appioppato. Nella bellissima Cattedrale un vero tesoro si nasconde, la cripta di San Magno la vista ci confonde, da rimanere splendidamente ammaliati. Dopo pranzo si riparte con un po' di malinconia, siamo stati bene nella bella Ciociaria.

In questo viaggio ci siamo molto divertiti grazie anche a partecipanti molto assortiti, come Giusi che con arguzia e gusto sa affibbiare sempre l'appellativo giusto, come William che il braccio ha offerto a chi incedeva con passo incerto, come Marisa che con i suoi grappini digestivi ci ha rallegrato, e con i suoi andirivieni furtivi, come Giorgio per gli accorgimenti sulle fotografie e i suoi scatti soffusi di poesia, come Elisa per il whatsapp ripristinato a chi su internet è decisamente imbranato, come Bartolomeo, il nostro accompagnatore per il controllo attento, profuso con fervore. Naturalmente a Mohamed applausi speciali per le sue manovre davvero eccezionali e anche al resto dei gitanti simpatici, accoglienti e tutti molto brillanti.

Anna Rita Cupioli