Il DLF a Rimini soffre la carenza di volontari disposti a impegnarsi, con una certa continuità, a supporto delle attività che ne caratterizzano la vita sociale. In questo ambito, non può essere consolatorio il fatto che il problema è molto comune, anzi di certo più acuto, nella stragrande maggioranza dei DLF. A livello di apporto di volontariato, allo stato attuale, la nostra situazione può definirsi appena sufficiente ad assicurare un'adeguata assistenza ai soci. Un organigramma fragile perché se solo avvenisse che alcuni degli operatori, che ne costituiscono l'apparato, allentassero il loro impegno immediatamente ne risentirebbero i servizi da svolgere.
Quest'andamento di precarietà è datato ad anni recenti perché fino all'anno 2019 il problema non sussisteva, o perlomeno era molto più contenuto. Il DLF a quel tempo aveva ancora a ruolo paga un impiegato a tempo pieno (full time) che curava il settore contabile in modo promiscuo al turismo e al disbrigo delle pratiche di segreteria. All'epoca il suo pensionamento fu dal Consiglio Direttivo salutato come un evento più che vantaggioso, perché vedeva così il gracile bilancio DLF sgravarsi di un esborso rilevante, che stava diventando insostenibile.
Oggi pertanto di quell'atto non dovrebbero sorprendere alcune conseguenti ripercussioni, ovvero orari di apertura uffici ridotti, limitati ad alcuni giorni, così pure come il sopravvenire di sia pure rari, episodici, disservizi. Tutto questo in un contesto dove il lavoro d'ufficio non è affatto diminuito, anzi tutt'altro, a esempio il settore turistico si segnala per un vertiginoso aumento delle gite sociali. Certo l'impianto organizzativo reggerebbe molto meglio se vi fosse da parte di alcuni dei nove membri del Consiglio Direttivo più partecipazione, questi infatti, se si esclude la presenza alla riunione mensile, si limitano per lo più a capatine occasionali.
Altra pecca negativa che influisce sull'assetto organizzativo è il contributo di agenti ferroviari concessi dalla Sede Centrale per il loro distacco al DLF. Quest'apporto col tempo si è sempre più affievolito, ridotto ora al lumicino. Proprio quest'anno la nostra associazione si è vista decurtare altre due giornate mensili, dalle cinque prima previste. Il ferroviere distaccato in quest'ultimo decennio è sempre stato un membro del consiglio direttivo, in servizio presso Ferservizi OMCL Rimini, con delega allo sport e al welfare. Un taglio di A.G. quello avvenuto che amareggia non solo perché ci indebolisce sul piano organizzativo, ma anche e soprattutto percé avvenuto senza adeguate spiegazioni.
Giovanni Vannini