DUE TANICHE DI OLIO DI OLIVA

Il socio Virginio Cupioli (Tonino), classe 1926, pensionato FS, già Capo Stazione Superiore, attingendo dalla miniera della sua inesauribile memoria, ricorda in questo scritto un episodio della sua vita, avvenuto durante il servizio ferroviario a Rimini nell'immediato dopoguerra.

Nell'inverno 1944/45 le ferrovie ripresero a circolare dal sud a Rimini, in stazione era stata costituita dagli Alleati una compagnia di guardie ferroviarie composta di ex soldati reduci di guerra, al comando di un noto antifascista, già ferroviere licenziato dal Fascismo negli anni '20, di nome Ciro Musiani, con il compito di vigilare, sorvegliare ed estirpare il malaffare nell'ambito della stazione compreso il mercato nero dilagante.

In un ufficio avevano sistemato un grosso contenitore che veniva riempito d'olio di oliva sequestrato a viaggiatori, provenienti dal sud, dediti a un sia pure piccolo, illegale, commercio. L'olio sequestrato ufficialmente veniva donato a Istituti sociali gratuitamente, ma di fatto una parte, probabilmente, spariva nella distribuzione fra i componenti della Guardia. Il sequestro forse era un abuso, ma nel disordine generale nessuno apriva bocca.

Edmondo Balducci in servizio come fattorino consegna moduli ai treni, ex terzino della Libertas Calcio (così si chiamava la Rimini Calcio) e ex terzino della rappresentanza italiana in Africa Orientale Italiana (Etiopia) mentre consegnava i moduli ai treni durante la notte, notò due guardie che dopo avere sequestrato due taniche di olio, anziché portarle in ufficio le nascosero in una buca di bomba, al rientro dalla consegna moduli si accordò con me che ero in servizio al telegrafo.

Edmondo prelevò di soppiatto le due taniche e le portò in un'altra buca del Palace Hotel distrutto, subentrai quindi io che le raccolsi e le portai in un magazzino in via Brighenti del quale avevo temporaneamente la disponibilità. Al mattino al termine del turno ognuno si prese una tanica, pesavano circa 20 Kg ciascuna, l'olio in quel periodo era cosa rara, grande sorpresa fu quando giunsi a casa in famiglia a Sant'Aquilina dove eravamo ancora sfollati. Edmondo e Tonino avevano rubato ai ladri.

Virginio Cupioli