Come altri miei ex colleghi pendolari ho trascorso e sofferto il periodo dell'austerità degli anni '70, impiegando sei ore al giorno per raggiungere e tornare dal luogo di lavoro. Si era stipati in carrozze con i sedili di legno, senza riscaldamento, avvolti negli Eskimo cercando di proteggerci dal freddo e tentando di recuperare dopo il turno notturno qualche ora di sonno. Sono trascorsi più di 50 anni, ma nelle orecchie è ancora vivo il ricordo di quella cantilena prodotta dall'impatto delle ruote con i giunti delle rotaie: tum, tum, tututum. Una cantilena che invitava a dormire e talvolta a sognare.
Nel manoscritto L'angelo dell'isola, di cui citerò alcuni brani, ho inteso descrivere una sensazione simile.
Non mancava molto all'atterraggio quando l'aereo ebbe un sussulto e cominciò a scendere in picchiata verso il mare. Dall'euforia si passò al panico. Dal finestrino Lucio vide il mare avvicinarsi spaventosamente. Prese a nuotare e avvicinandosi ebbe la conferma che si trattava di un corpo. Arrivatogli vicino riconobbe Marco. Lucio disse a Marco di seguirlo sulla collina, lo portò al grosso albero cavo caduto orizzontalmente, colmo d'acqua, entrò dentro e pretese che anche Marco vi entrasse. Una volta dentro entrambi, Lucio mimò il gesto del vogatore e Marco capì che quella poteva diventare una imbarcazione con la quale abbandonare l'isola.
Prima di addormentarsi per la decima notte discussero sulla stranezza di non aver visto nessun segno della presenza di forme di vita animale a eccezione di quel lontano verso d'uccello. Non è semplice interpretare dei segni o dei codici; per farti un esempio il simbolo XI può voler dire tante cose: undici, nove, per uno, uno per, dieci e uno, uno e dieci, per i, iper, ics, sci, icsi, scii, croce e spada, spada e croce, croce sopra spada, croce sotto spada, spada sopra croce, spada sotto croce, spada davanti a croce, croce davanti a spada, croce dietro a spada, per una spada, una spada per..., cifrari o metodi che si usano per interpretare le profezie?
Impugnarono le pagaie e girandosi per dare il loro addio all'isola, improvvisamente videro alzarsi dalla boscaglia un grande uccello bianco dalle ali enormi che continuava ad agitare; sembrava che volesse salutarli, emise ripetutamente quel grido che a Lucio pareva un messaggio, cra tra trrra trrrna trrna trna torna. E Lucio trasalì. Finché un'onda rovesciò l'imbarcazione. Ti abbiamo issato a bordo, eri senza conoscenza dentro il tronco. Marco, avete trovato Marco? Era con me. Vuoi dire che non eri solo?. Gli comunicarono che dalle ricerche tutti i corpi dei passeggeri erano stati trovati e che l'unico mancante che era riuscito a slacciare la cintura era Lucio. Al ritorno in treno dopo avere salutato i parenti di Marco, Lucio si assopì ascoltando il rumore delle ruote tutum tututum trutum trutora trutrna torna - torna.
Luciano Casalboni