VISSUTO FERROVIARIO

L'autore di questo racconto di esperienze ferroviarie, Guido Pasini, ex Capo Stazione Superiore, giunto qui al III episodio, come già nel precedente, si sofferma sul servizio che ai suoi tempi svolgeva, in ore notturne, nella stazione di Rimini.

E quella volta che Il treno discoteca, per intenderci il treno voluto dalla Regione, denominato Treno Azzurro e sponsorizzato da Radio Italia Network per venire incontro ai giovani che andavano nei locali della Riviera e che permetteva loro di muoversi in tutta tranquillità, chiese riserva poco dopo essere partito dalla stazione di Bellaria? Le stazioni della linea erano tutte disabilitate, a eccezione di Bellaria che l'avrebbe fatto dopo aver avuto il giunto del treno a Rimini.

Dopo l'accertamento che il treno era fermo in linea partimmo con la macchina di manovra sulla quale salirono il Capo Manovra, un manovratore e il Capo Stazione (in quel frangente toccò a me), e ci inoltrammo nel buio della notte sul semplice binario. Non tenemmo una velocità elevata anche perché, essendo le stazioni disabilitate, i passaggi a livello erano aperti e noi li attraversammo quasi a passo d'uomo dopo esserci accertati che l'attraversamento stradale fosse libero.

Arrivammo dove il treno era fermo; tanti occhi dai finestrini ci guardavano. Il manovratore sotto l'occhio vigile del capo manovra fece gli opportuni collegamenti; il nostro macchinista fece la prova del freno e ripartimmo fra gli applausi dei giovani che forse temevano di passare la notte su quel treno, in mezzo alla campagna. Il tutto fu risolto nel giro di un'oretta.

E la notte del soldatino? In stazione arrivò una tradotta militare che aveva la fermata per motivi logistici. Dopo alcuni carri carichi di mezzi militari e attrezzature varie c'erano due carrozze dove riposavano dei militari. Notammo una porta di salita spalancata. Interpellammo subito i militari presenti chiedendo se mancasse qualcuno; insonnoliti e presi alla sprovvista, si guardarono attorno e Sì, manca .... Treni in arrivo da nord in quel momento non ce n'erano, pertanto mi precipitai al telefono con il collega di Riccione allertandolo di fermare il prossimo treno diretto verso nord.

Mi accingevo a fare il regolare fonogramma per comandare la marcia a vista al treno successivo quando dallo scalo telefonò un manovratore dicendo di aver sentito dei lamenti. Accorsi sul posto, trovammo il soldato dolorante e ferito. Facemmo intervenire la Polfer e il 118 e il ferito fu portato al Pronto Soccorso cittadino. Fortunatamente se la cavò con molto spavento e qualche ammaccatura. Nel sonno aveva avuto bisogno di andare in bagno e, insonnolito, aveva scambiato la porta del treno per quella del gabinetto cadendo sui binari. Fortuna volle che il treno andasse piano perché era in procinto di fermarsi e poi lui era caduto all'esterno, fuori dalla sagoma occupata dal treno stesso.

Seppi che era stato ricoverato nel nostro ospedale e sentii il bisogno di sincerarmi sulle sue condizioni e verso mezzogiorno, praticamente nello stesso giorno, andai a trovarlo. Lo vidi sereno e in discrete condizioni. Mi raccontò che con gli altri suoi commilitoni avevano brindato alla fine delle manovre militari fatte sui monti abruzzesi e forse anche esagerando in libagioni. Poi si era addormentato, e della caduta dal treno in corsa non ricordava niente. Lo lasciai tranquillo facendogli tanti auguri e la raccomandazione, da padre di famiglia, di fare molta attenzione a moderare le alzate di gomito aggiungendo che doveva ritenersi quasi miracolato

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Glossario per i non addetti al lessico ferroviario:
U.M. equivale a Ufficio Movimento, cioè l'ufficio dove i Capistazione (C.S.) in funzione di Dirigenti Movimento (D.M.) controllano e regolano la circolazione dei treni
D.L. per Deposito Locomotive
F.V. per Fabbricato Viaggiatori
P.L. per Passaggio a livello
Polfer per Polizia Ferroviaria della quale esiste un distaccamento nelle stazioni più grandi.

Guido Pasini