PEDALARE IN TRENTINO

Era la fine di febbraio, io, Pierdomenico Valcamonici, con l'amico Alfredo Renzi (appassionati ciclisti dopolavoristi, ex conduttori del D.P.V. di Rimini) maturammo l'idea di recarci per una breve vacanza in Trentino. A questo scopo si pensò di utilizzare come mezzo di trasporto il camper di Alfredo. Punto fermo però era portarci appresso, per escursioni, le biciclette. Detto e fatto, nel giro di un giorno si decise di partire. La sera prima mi recai a Santarcangelo di Romagna dove Alfredo abita, con bagaglio e bicicletta al seguito. Fra noi ci si accordò sul da farsi. Dormii nel camper e il mattino successivo di buon'ora partimmo in direzione nord.

Durante il tragitto, mentre Alfredo era intento alla guida, riflettevo e fantasticavo domandandomi se prima di legare le nostre bici avremmo dovuto dire loro dove eravamo diretti, perché il passo del Grillo o del Barbotto erano inezie rispetto a quelli programmati della montagna alpina e quindi straordinario il logorio al quale sarebbero state sottoposte. Questo errore forse lo avremmo potuto pagare caro, per le ritorsioni che magari sarebbero state capaci di infliggerci, come farci di proposito imbattere, lungo gli itinerari che dovevamo percorrere, in chiodi o vetri. Oppure, addirittura, sabotando i cambi di velocità, impedendo rapporti agili mentre affrontavamo le dure salite o peggio ostacolandoci nel frenare nelle discese.

Scherzi a parte, giunti a destinazione, trascorremmo tre giorni di vacanza come meglio non ci si poteva attendere. Scorazzammo in lungo e in largo per le suggestive, panoramiche strade trentine con le biciclette sempre efficienti.

Alfredo Renzi
Pierdomenico Valcamonici