Agli inizi del secolo scorso l'illuminazione pubblica era limitata e circoscritta a sole alcune zone della città. Mario Macina, allora ferroviere, militante socialista, ne descrisse la situazione.
Nella zona a mare, limitatamente al periodo estivo, funzionava una piccola centrale elettrica che illuminava il piazzale del Kursaal (ora parco Fellini) e qualche altro viale limitrofo. La sua attività cessava verso l'una di notte salvo continuare fino all'alba in occasione di qualche serata di gala. Nel centro cittadino l'illuminazione era a gas mentre nelle frazioni il buio era totale. I privati si arrangiavano alla meglio con candele e con qualche fumoso lumino a olio mentre le famiglie più agiate usavano il petrolio, comunemente chiamato canfein.
Era allora di moda questo stornello: Se tòt i béch i purtass un lampion, misericordia che illuminazion (Se tutti i cornuti portassero un lampione, misericordia, che illuminazione!).
Mario Macina