Ricerca storica di Daniele Celli su Enrico Maracci (Rimini 1887 - Faenza 1944), riminese, ferroviere macchinista, perito in servizio durante un bombardamento nei pressi del Deposito Locomotiva di Faenza.
In merito al bombardamento il 69° Corpo dei Vigili del Fuoco di Ravenna, distaccamento di Ravenna, rilasciò il seguente documento datato 11 marzo 1944, prot. N. 19 intitolato: Rapporto informativo sull'escursione nemica del 10 corrente mese. Non è firmato, ma suppongo sia stato redatto dal comandante del distaccamento dopo avere appreso le notizie sull'intervento eseguito dal capo squadra che aveva operato sul luogo dell'esplosione.
Da questo documento si apprendono ulteriori dettagli: Ieri sera alle ore 22.20, senza essere preceduto da nessun segnale di allarme, si udiva nella città il rombo di una esplosione. Deve però premettersi che da circa mezzora si udiva ben distintamente nel cielo il rumore di un apparecchio che ora si allontanava, ora si avvicinava.
Poco dopo dal comando della Guardia Repubblicana si telefonava alla Caserma che una bomba gettata da un velivolo nemico era caduta sulla stazione facendo alcune vittime e chiedendo se era stato richiesto l'intervento dei vigili. Alle 22,45 telefonava il Capo Stazione sig. Cervini informando dell'accaduto e chiedendo un intervento senza altre specificazioni.
Partiva subito l'autopompa col capo squadra V.S. Donati Mario, conducente Narducci, Vig. Darchini, Bisotti, Tomba, e Tronconi. Giunta la macchina alla stazione il capo squadra Donati apprendeva dai militi della Croce Rossa che era stato sinistrato il fabbricato Deposito Locomotive prossimo al muro di cinta della ferrovia lungo la nuova Provinciale di Lugo e che conveniva accostarsi da quella parte.
Nessun incendio risultava sviluppato. Una locomotiva posta tra il fabbricato e il muro di cinta era immobilizzata e colpita e il fabbricato stesso figurava scoperchiato per vasto tratto. Erano a terra tutte le linee elettriche. In considerazione che nessun proficuo lavoro al momento restava alla squadra e d'altra parte poco dopo suonava l'allarme la macchina rientrava in caserma.
Quest'oggi mi sono recato sul posto al fine di rendermi esatto conto del fatto e dei danni inerenti. Risulta evidente dall'esame che non ci fu a opera del velivolo mitragliamento, ma probabile bersaglio sulla locomotiva e anche presso e sul fabbricato con qualche ordigno esplosivo di non grandissima potenza (uno o due spezzoni?) nel quale però poteva essere presente termite o altra sostanza incendiaria ad alta temperatura dato che nelle rotaie e nelle lamiere della locomotiva si riscontrano fori a strappo ma con incipienti ed evidenti fusioni dei bordi.
Si dice dal pubblico che la locomotiva sia scoppiata all'atto del bersaglio, ma ciò non appare affatto. Risulta fortemente danneggiato il fabbricato già menzionato Rimessa Locomotive in quanto è stato scoperchiato per circa 500 mq.
Daniele Celli