La nostra Associazione vive una fase di trepida attesa per le decisioni che, in termini di contratti d'affitto per gli immobili DLF di via Roma, saranno prese dalle due società ferroviarie proprietarie, rispettivamente Ferservizi per i fabbricati e Sistemi Urbani, per i terreni.
Di certo questi nodi saranno presto sciolti perché l'attuale contratto di locazione è in scadenza a fine anno, pertanto ne riparleremo presto e si vedrà se e come si potrà ancora resistere.
Con l'occasione si ricordano in sintesi le tappe più significative del percorso del patrimonio immobiliare di cui la nostra associazione ha potuto usufruire nel tempo. Patrimonio che fin dalla sua apparizione sulla scena cittadina, in connubio con un'efficiente rete organizzativa, ha svolto un ruolo di rilievo nella gestione del tempo libero, nel campo sportivo, culturale e ricreativo.
Il Dopolavoro Ferroviario nasce in Italia per Regio Decreto Legge n. 1908 del 25/10/1925, ed è il primo e più importante dei dopolavori per numero di aderenti e per la dimensione delle iniziative sviluppate. Fu il più sovvenzionato di tutti i gruppi ricreativi dell'Italia fascista. Ebbe una sua struttura interna nelle Ferrovie dello Stato denominata Ufficio Centrale DLF, con lo scopo di promuovere il sano e proficuo impiego degli agenti ferroviari nelle ore libere dal servizio.
A Rimini il Dopolavoro Ferroviario fu istituito il 4 dicembre 1927, e fu intitolato ad Alessandro Mussolini, il padre del Duce. Inizialmente i locali si trovavano in un palazzo posto tra via Serpieri e corso d'Augusto, (ove oggi è la COIN). Solo il 10 ottobre 1931 sarà inaugurata, con il sostegno economico del regime, la sede storica di via Roma, vicino alla stazione ferroviaria e poté contare sulle seguenti strutture: un palazzo su due piani che si affacciava su via Roma con sale adibite a buffet, lettura, musica, gioco, biliardi a boccette e stecca, biblioteca, uffici, servizi e mensa; un teatro con galleria, attrezzato per spettacoli teatrali e cinematografici; all'aperto gioco tennis, bocce, schettinaggio, tamburello ecc.; un campo di calcio e una pista per l'atletica leggera, spogliatoi e bagni.
Gli eventi bellici del II conflitto mondiale spazzarono via quasi tutto. L'area rimase cosparsa da enormi cumoli di macerie e crateri formati dall'impatto al suolo delle bombe. Si salvarono, seppure gravemente lesionati, la vecchia casa padronale (Ghedini) e la casa del contadino, fabbricati che poi nel dopoguerra furono restaurati. Nel primo, a pianterreno, fu ubicata la mensa e al piano superiore il circolo bar, mentre il secondo fu adibito a sede di gruppi sportivi e culturali.
Gli anni del dopoguerra e della ricostruzione videro il Dopolavoro Ferroviario senza la disponibilità immediata della vecchia sede e per circa un decennio peregrinò per la città con sedi provvisorie in locali siti, in ordine di successione: via Giordano Bruno, corso d'Augusto, corso Umberto. Era in funzione anche una sede estiva, presso i locali dell'albergo Stella Alpina (all'angolo tra viale Vespucci e l'odierno piazzale Kennedy).
Alla metà degli anni cinquanta vi fu il rientro nella sede naturale. Sono anni in cui anche il DLF si proietta verso marina con la gestione diretta di tre alberghi a Rivazzurra, il bagno 28 al mare, capanno e trampolino per i tuffi sulla palata. In sede si allestirono: una pista di schettinaggio (poi nei primi anni settanta eliminata per dare spazio al parcheggio auto) e gli spogliatoi per il campo calcio.
Le strutture del mare saranno però completamente abbandonate alla fine degli anni sessanta per un altro ambizioso obiettivo: la realizzazione del Settebello, cinema d'avanguardia. Il costo di tale operazione potrà essere affrontato grazie al prestito, poi restituito, della Sede Centrale DLF. In tale contesto venne realizzata anche la palazzina per gli uffici e gli spogliatoi del tennis.
In seguito il DLF dovette ricorrere a risorse proprie per ogni ulteriore intervento di qualificazione o nuove realizzazioni. Da citare fra gli anni ottanta e novanta: nuovi campi tennis, una tensostruttura, campo bocce coperto a due piste, un immobile a un piano assegnato per attività istituzionali, chiosco bar estivo con galleria, parcheggi auto. Tutto questo fino agli albori degli anni 2000, quando il DLF provvederà alla costruzione di un prestigioso osservatorio astronomico nel comune di Montegrimano.
Bruscamente, improvvisa, arrivò la doccia gelata con sempre più onerosi balzelli imposti dalla proprietà, che hanno non solo inibito la possibilità di qualsiasi ulteriore sviluppo ma reso difficile la stessa possibilità di sopravvivenza.
Giovanni Vannini