Il lieve bagliore della lucerna appesa al muro disegnava ombre distese e spigoli fondi. Le figure amiche e i figli attorno al letto parlavano sommessi:
Non soffre - dicevano - e questo è tanto, morire così senza dolore
Sembra così lunga nella veste grigia e le calze bianche
Sette figli e incinta dieci volte
Chissà se pensa?
Non credo, però il respiro si è fatto più grosso, fa fatica
Sto prete quanto tarda! Non arriva mai
Eccolo, Don Lelio, con la stola viola al collo
È alla fine vero?
Sì Don, è alla fine
Si avvicinò alla nonna, le parlò sussurrando. Cento volte l'aveva confessata, sapeva tutto di lei, dei figli, del marito già in cielo. Ancora balbettii sospirati poi un passo indietro. Passandomi accanto mi fece una carezza. Poi giù per la scala svolazzando la veste.
Fu in quel momento che mi sovvenne la nonna viva, mi chiamava Coc e ricordai la sua massima, quando spesso mi vedeva leggere:
Cot't leg, cot't leg fiol mia, tant i giunei i stampa i birb e i leg i coion
E pensai a Don Lelio come giornalista.
Glossario: Cosa leggi, cosa leggi figlio mio, tanto i giornali li stampano i furbi e li leggono i coglioni.
Vinicio Vergoni