Ai primi sintomi dell'approssimarsi del santo giorno, dal pacchetto regalo, alla comparsa dei primi Babbi Natale con le barbe di ovatta, al trillo dei terrificanti campanelli di Jingle Bells nelle pubblicità televisive, Rosanna cominciava a preoccuparsi. Come giudice Rosanna Bellucci sapeva che le feste portano un incremento dei reati. Come se il vischio, la tenerezza forzata, la retorica commerciale scatenassero nei delinquenti un'irresistibile voglia di avere tutto quello che vedono nella pubblicità. Tutti i crimini aumentano nel periodi di feste comandate.
Come mamma, Rosanna sapeva che nessuna toga poteva salvarla dalla tortura della spesa, dalla condanna dell'impacchettatura, del pranzo Natalizio, dall'albero e dal presepe. Quando erano venute al mondo le sue bimbe, aveva promesso a se stessa che non avrebbe fatto loro mancare una madre, dunque anche un albero a Natale con i pacchetti sotto. Nella sua carriera di Magistrato aveva seguito tante tragedie umane che coinvolgevano bambini trascurati. Ma neppure un giudice della corte costituzionale poteva essere pronto per la causa che l'avvocato Saverio Parzanese portò nella sua aula con procedura d'urgenza, nei primi giorni di dicembre.
L'avvocato Parzanese aveva fatto causa allo stato per aver proclamato (ma nessuno ricorda neppure quando) il giorno di Natale festa nazionale. Per avere fatto di una ricorrenza religiosa una celebrazione civile il che, sosteneva l'avvocato, violava l'articolo 3 della Costituzione che impone la separazione fra stato e religione. L'avvocato voleva abolire il Natale.
Nonostante il giudice Bellucci e l'avvocato Parzanese fossero dello stesso paese, cioé Montecalvo Irpino, un ridente paesino della verde Irpinia, adesso erano in una grande metropoli a discutere per un cavillo giuridico. Il giudice era nei guai. Come donna di legge, la signora Rosanna non poteva negare la fondatezza della causa. Perché mai gli Ebrei, i Mussulmani, gli atei, ecc. ai quali la Costituzione garantisce pari dignità e diritti, devono essere costretti a restare a casa dal lavoro e ascoltare tu scendi dalle stelle in tutte le pubblicità per commemorare la nascita di qualcuno che per loro non significa nulla? Perché lo Stato, che si deve lavare le mani di ogni fede, le tuffa invece nel compleanno del Baby di Betlemme?
Ma come madre, forse soprattutto come ex bambina di umili origini, Rosanna non poteva accettare che qualcuno portasse via il Natale ai suoi figli e che fosse proprio lei a sancirlo dall'alto del suo rango. Passò un brutto momento Rosanna, tormentata dal dilemma. Alla fine non decisero per lei né la sua cultura giuridica, né le sue preoccupazioni di donna. Decise un uomo che si portava dietro una bambina, un povero che viveva nell'androne di un negozio abbandonato accanto al parcheggio del tribunale e che lei vedeva tutte le sere da vari mesi.
Di lui, il Giudice sapeva soltanto che era vedovo e disoccupato e che viveva con la carità dei passanti. Una sera di dicembre, passando vicino al cantuccio dove l'uomo e la sua bambina erano accampati, Rosanna notò qualcosa che scrisse la sentenza per lei: un piccolo albero di Natale fatto con stecche di ombrello e carta stagnola. Si avvicinò all'uomo, lo salutò, aprì la borsetta e allungò una banconota e gli chiese: Perché ha costruito l'albero di stagnola? - Per la stessa ragione per la quale lei non mi aveva mai dato niente, oggi invece - E quale sarebbe - Il Natale rispose l'uomo sorridendo. Cara signora il Natale funziona.
E questo scrisse il giudice Rosanna Bellucci nella sentenza che respinse la causa per abolire il Natale. Non scrisse proprio così naturalmente. Usò le parole orrende del sistema legale, la linguaccia dei tribunali, raggiungendo una conclusione che forse non farà piacere al parroco di Montecalvo, come a tutti gli altri parroci credo, ma che è difficilmente confutabile.
Il Natale è ormai una festa laica che ha perduto il suo significato esclusivamente religioso. Dunque può essere goduta e celebrata da tutti i cittadini, anche da coloro che non credono nei quattro vangeli, senza offesa o prevaricazioni confessionali. Un giorno di generosità collettiva non minaccia certamente la costituzionalità della nostra Repubblica. Appunto, il Natale funziona.
Poi è tornata a casa a impacchettare i regali. L'avvocato Parzanese voleva solo vedere come si sarebbe comportata ricordando i lontani trascorsi al paesello.
Pompilio Parzanese