Il socio Vinicio Vergoni, classe 1926, ritorna con la memoria alla sua gioventù e ai suoi primi approcci amorosi. Racconta la frequentazione amichevole con una procace vicina di casa, moglie di un marittimo.
Quel giorno usciva dal barbiere di via Gambalunga dove tutti i giorni passava a leggere Il Resto del Carlino. Era tifoso dei finlandesi del Generale Mahermin, il comandante. Purtroppo i trinariciuti comunisti del fortissimo esercito sovietico avevano vinto la guerra. Ma il Carlino riportava che i sovietici rispettavano la repubblica finlandese, non ne occupavano il territorio e avrebbero spostato i confini al di la delle paludi e dei laghi, in pratica solo acqua.
Si stava chiedendo il perché quando uscendo si sentì chiamare con un hei, chi si rivede! Sei scomparso? Se non t'interessa la musica potevi dirlo. Mi piace, ma a scuola e a casa ho avuto molto da fare. Allora vuoi venire?. Si vengo, vengo, ma non vedeva l'ora di andarsene, anche perché non desiderava che il barbiere, amico del padre, lo vedesse intrattenersi con quella: Stasera? lei chiese e lui non seppe rispondere che Sì stasera. dopo le nove ripetè la Miranda che se ne andò con un il suo passo suadente e lui rimase per un po' a guardarla.
Certo non fu un giorno spensierato per lui, aveva all'indomani il compito in classe di geometria e il suo pensiero non riusciva a distrarsi un attimo avendo una sensazione di peso per quella promessa. Arrivò a porre la mente che tutto fosse uno scherzo. Che lei non si sarebbe permessa: poteva nascere uno scandalo. O forse era veramente sola e le piaceva la musica e i nuovi dischi.
E in certi momenti voleva crederci e crederci forte che si diceva non può che essere che così.
Vinicio Vergoni