I SOLDI

Nell'antico mondo contadino, da cui provengo, i soldi erano una rarità. Le entrate erano modeste e quindi la possibilità di accumulare qualche lira era solo teorica. Per questo uno dei più bei episodi della mia fanciullezza lo vissi quando, andando a scuola, vidi luccicare qualche cosa nella ghiaia della strada. Raccolsi l'oggetto e mi trovai fra le mani mezza lira, cinquanta centesimi, cioé l'equivalente di dieci gelati che consumai nel mese successivo.

Mi resi conto allora che la parsimonia è una grande virtù. Oggi di quell'antico mondo non rimane più niente. Milioni di euro, miliardi di vecchie lire, ci passano davanti agli occhi e volano via. I giochi televisivi offrono migliaia di euro come premio. Si arriva e si superano i cinquecentomila euro, ovvero un miliardo dell'antica moneta. Ci sono atleti che guadagnano 20 milioni di euro l'anno, ovvero 40 miliardi dell'antica moneta. Mi fa piacere per loro ma credo che si stia esagerando. Io penso che sia necessario ritornare all'antica saggezza, quando la corsa ai soldi era molto meno affannosa.

Si dice giustamente che i soldi aiutano a vivere e quindi a vivere meglio. Ma diventare schiavi dei soldi per vivere meglio mi pare veramente eccessivo. Quindi cerchiamo i soldi senza idolatrarli. Usiamoli per le cose utili e buone. Non invidiamo chi ne ha più di noi; nella scala di valori della nostra vita mettiamo prima la bontà, la solidarietà verso gli altri, il generoso aiuto per il prossimo. Sentiremo così la gioia che viene dal fare delle cose buone e lasciamo in fondo quella sete di denaro che è in grado di mortificare qualsiasi vita.

Duilio Ganzaroli