Il socio Benito Colonna (Toni), classe 1937, macchinista negli anni settanta al Deposito Locomotive di Torino Smistamento, ricorda un fatto drammatico, accaduto durante quegli anni di servizio, rimastogli ben impresso nella memoria.
Nel periodo in cui ho viaggiato sulle 773 con i macchinisti Di Livio, Pesola, Nascimbene e poi io stesso da macchinista, c'è sempre stata una corsa per Domodossola. Si partiva alla sera per tornare a Torino il mattino dopo. Il percorso era: Torino - Santhià - Romagnano - Borgomanero - Domodossola.
La località, posto di frontiera, aveva poco da offrire e l'unico svago alla sera era andare al cinema. In compenso, per arrotondare lo stipendio, si potevano trovare sigarette di contrabbando. A mio parere non era una cosa saggia, qualcuno pizzicato dalla Polizia Ferroviaria o dalla Finanza ci ha rimesso pure il posto di lavoro.
Io mi sono sempre limitato ad acquistare qualche stecca per fare dei regali. Mi ero informato, così facendo non correvo pericolo di essere perseguito. Per il contrabbando, un tizio, un manovratore di Domodossola ci rimise la vita. Il suo compito era solo quello di controllare il carico di sigarette nelle cisterne vuote che dalla Svizzera andavano a Milano, passando appunto per Domodossola - Arona.
Egli, durante la sosta del treno interessato, controllava il carico, faceva una telefonata e si era così guadagnato la giornata. Purtroppo, una notte dimenticò la pila. L'incauto, senza riflettere, aperto il portellone per vedere all'interno, accese l'accendino. I gas di benzina che erano restati intrappolati nella cisterna fecero combustione e lo scoppio, oltre a far saltare la torretta col portellone, staccò di netto la testa dal busto al malcapitato.
Benito Colonna