Il socio Benito Colonna (Toni), classe 1937, rievoca la tragica giornata del 18 Settembre 1944, ricordata per Rimini come il più terrificante bombardamento subito durante il II conflitto mondiale.
Questo è il racconto di un anziano cittadino della Repubblica di San Marino che al tempo dell'evento bellico aveva circa quarant'anni. Questa la sua introduzione:
È un ricordo chiaro, indelebile, straordinario, difficile da accettare, ma purtroppo è accaduto e al solo parlarne mi vengono ancor oggi i brividi lungo la schiena.
Quindi così prosegue:
Quella sera, per caso, guardai verso la pianura che porta al mare, pensavo a quella povera gente giornalmente pressata da mille disagi che viveva ogni istante anche il pericolo di perdere la vita. Già in passato lassù, dalla cima del monte Titano, sovente avevo assistito ai bombardamenti, specialmente su Rimini; uno spettacolo indicibile che opprimeva il cuore nell'immaginare le scene strazianti, ai tanti morti e feriti che ci potevano essere a ogni scoppio di bomba a cui assistevo.
Mentre stavo guardando verso la buia pianura, il mio sguardo fu attratto da qualcosa d'insolito, m'avvidi che laggiù, lontano, verso il mare, il cielo si stava illuminando a giorno: era un crescendo di luci che avanzava praticamente verso di me. Stavo assistendo a una scena irreale, difficile da accettare subitamente. Mi scossi e chiamai mio fratello che era in casa: Giovanni! Vieni, corri a vedere cosa sta accadendo giù in pianura!
Pareva di assistere all'accensione progressiva di mille grandi luci di un immenso altare poi, improvvisamente, prima che ai nostri occhi giungesse il lontano fragore degli scoppi, vedemmo lampi sul mare e in terra: era iniziato un massiccio bombardamento aereo e navale, un vero cataclisma che avrebbe sconvolto tutta la striscia di resistenza tedesca, causando purtroppo sempre troppe vittime civili innocenti. Io e mio fratello, durante il bombardamento che ci pareva fosse durato un'eternità, eravamo restati lì, fermi, impietriti, come sospesi nel tempo, increduli che tutto ciò a cui assistevamo fosse reale. Terminato il massacro ci scuotemmo e, con un'angoscia indicibile nel cuore, ci abbracciammo, non riuscendo a trattenere le lacrime.
Benito Colonna