Patrizia Dellavalle, figlia del nostro socio Franco, ha pubblicato il libro "Interferenze. Miraggi erotici intermittenti", Giraldi Editore. Attualmente collabora con la nostra rivista. Con www.quiriviera.com ha una rubrica personale intitolata "PattyD - Piacevolmente scorretto!". Potete seguirla su Facebook alla pagina "PattyD".
È notte. Lo spazio attorno a me è immerso nel sonno. Il buio ha cancellato il mondo e io sono sul letto, avvolta dal nulla. Mi sono svegliata, non so perché. Una strana sensazione mi colpisce da subito: il silenzio che tutto avvolge, silenzio non è. Siamo abituati a definire l'assenza di rumori come silenzio ma - ora ne sono cosciente - non è così. Ascolto l'aria che entra e esce con il suo lieve fruscio. Avverto l'incessante ritmo del mio cuore. Se posso sentire il rumore del mio respiro, allora dov'è il silenzio? Chissà se una persona sorda conosce il silenzio, o se anche lui percepisce il suono del suo cuore?
Ripenso a quando ho raggiunto le porte dell'Inferno. Sono scesa in una grotta che si perdeva nelle profondità della montagna: lì ho sperimentato la totale assenza di luce, così diversa dal buio che ora mi avvolge. Ma il silenzio, quello no, si percepiva il brusio dell'acqua che scorreva lontano e il leggero sbattere d'ali dei pipistrelli che riposavano sopra di noi.
Torno al mio fragoroso silenzio, e odo il tic tac di un orologio giungere dalla stanza vicina. Il suo regolare ticchettio si fa sempre più forte a ogni secondo che passa, finché diventa assordante. A nulla vale l'ossessiva ricerca di un suono in grado di sovrastare l'implacabile grido del tempo.
Mi concentro su altro. Qual'è il contrario della parola ascoltare? Il mio cervello cerca nei meandri della memoria ma non trova risposta. Mi ripropongo di consultare il vocabolario. Domani. E mentre il sonno torna a mettere pace nei miei pensieri, la certezza della rivelazione avvolge l'ultimo attimo di veglia: il silenzio non esiste.
Patrizia Dellavalle