Come si è già avuto modo di riferire in passato, gli immobili e le aree gestite dal nostro DLF sono state date in affidamento dal Gruppo FS con contratto di locazione. Il Gruppo FS, che per quel che ci riguarda fa capo a diverse distinte Società, è composto da: Sistemi Urbani S.p.A., Cento Stazioni S.p.A. e Ferservizi S.p.A. - R.F.I. S.p.A.
In merito si ritiene doveroso informare i soci sui rapporti che intercorrono con queste società. Con Ferservizi S.p.A. - R.F.I. S.p.A. si è chiuso di recente un ciclo che ha riguardato la restituzione degli immobili del Circolo DLF di Cesena. Per il Consiglio Direttivo del DLF di Rimini e ancor più per i soci di quella sede è stata una decisione grave, dolorosa, ma irrevocabile perché senza alternative.
Queste le premesse: al DLF di Cesena, dipendente da quello di Rimini, le Ferrovie dello Stato nel dopoguerra avevano assegnato, quale CRAL dei Ferrovieri, alcuni locali per mq 160 e mq 690 scoperti, con la formula del comodato d'uso gratuito. Poi dall'anno 2003 tutto è cambiato. Per tali immobili la Società FS ha preteso un affitto forfettario che comprendeva anche gli immobili DLF di Rimini. Il Circolo bar di Cesena era sito nel fabbricato della vecchia stazione, che risaliva all'ultimo decennio dell'ottocento.
In quei locali il DLF ha svolto negli anni le sue attività sociali, prevalentemente ricreative. In questo stabile però il DLF occupava solo una parte a pianterreno, mentre la rimanente e il primo piano era stato fino a una decina di anni fa adibito a servizi ferroviari poi trasferitisi altrove. In seguito per l'incuria della proprietà si era via via accentuato lo stato di degrado di quella parte della struttura, testimoniata dalla invadenza delle erbacce, dall'accumulo di ogni genere di rifiuti, da losche frequentazioni oltre a un evidente e pericoloso cedimento strutturale del tetto.
Una tale sinistra vicinanza aveva finito per avere ripercussioni negative sulla frequentazione e sulla stessa gestione del Circolo. Tant'è che lo scorso anno, dopo 28 anni, i gestori del locale, i fratelli Ferri, chiedevano al DLF la riduzione del canone d'affitto che allora era fissato a € 9.000,00 + IVA annui. Se non assecondati se ne sarebbero andati. Nel contempo il DLF riceveva dalla proprietà la richiesta di adeguamento dell'affitto, con un canone scaglionato che dal 2012, a pieno regime, sarebbe dovuto passare a € 53.444,76 + IVA annui e in aggiunta si sarebbe dovuto accollare anche la manutenzione straordinaria. Questo senza possibilità di trattare! Era il classico: prendere o lasciare. Una simile abnorme richiesta, fuori mercato, era forse il sistema escogitato per mettere il DLF alla porta!
Le altre situazioni: per quel che riguarda i rapporti con Centostazioni S.p.A. il contratto di locazione per il bar DLF di stazione a Rimini è stato siglato con decorrenza 1 luglio 2010, con una validità di 9 anni, rinnovabile eventualmente per altri 6; è invece ancora in sospeso il rapporto con Sistemi Urbani S.p.A., che rimane la partita cardine per le sorti dell'associazione. Si possono solo segnalare i tentativi della proprietà, per ora andati a vuoto, di vendere le aree ferroviarie dismesse, nelle quali erano comprese anche quelle fino a ora affidate al nostro DLF. Sulla loro futura destinazione d'uso però un ruolo decisivo lo potrà giocare l'Amministrazione Comunale. Come? Chi vivrà vedrà.
Giovanni Vannini