Il socio Virginio Cupioli (Tonino), classe 1926, rievoca il tempo di quando, fanciullo, abitava in via Fogazzaro e era attratto dal vicino campo sportivo della Sartona, luogo dove poi sarebbe stato realizzato lo stadio. Il socio è stato autore di una pubblicazione privata denominata: "L'albero della vita".
La domenica, nelle ore pomeridiane, attraverso l'aria mi giungeva l'eco della partita di calcio che si disputava nel campo della Sartona, vicino in linea d'aria, e l'urlo assordante del gol che esplodeva come un boato. Il campo era circondato, e lo è ancora, da mura alte, ma molti spettatori cercavano di scavalcarle per non pagare il biglietto. Negli ultimi dieci minuti della partita venivano spalancate le porte e tutti potevano entrare.
Fra quella moltitudine di gambe si inserivano i ragazzi, e anch'io andavo. Una volta mi sono ritrovato in mezzo agli uomini che si azzuffavano e urlavano all'uscita dalla partita fra Libertas Rimini e Dopolavoro Ferroviario Rimini.
Rammento anche una tappa del giro d'Italia in bicicletta, l'entrata che portava alla pista in terra battuta era posta lato sud. Sostavo vicino al cancello quando vidi Learco Guerra, la locomotiva umana che, avendo staccato tutti, tagliò il traguardo da solo seguito poi dagli altri. Dopo avere vinto, in piedi su di una Fiat Balilla modificata trasporto merci, Guerra lasciò il campo pettinandosi.
Virginio Cupioli