FRAMMENTI

Questi amarcord devono essere frammenti di vita vissuta, qui, da ferrovieri, frequentatori già giunti agli anni...anta...anta!
Ricordi, impressioni, sensazioni, nostalgie come flash che possono far rivivere particolari inediti da aggiungere e completare il magnifico libro di Storia del Dopolavoro.

Dopolavoro 8

Il giorno dopo era Domenica ed al pomeriggio, al teatro del Dopolavoro, davano una commedia: Il cardinale Lambertini. Non ricordo con precisione la trama, ma ho ancora nella memoria la veste rossa con il crocifisso d'oro che cadeva sulla pancia e lo zucchétto rosso. L'attore principale era Ermete Zacconi che parlava con un accento dalle inflessioni emiliane perché, mi pare, il Cardinale avrebbe dovuto essere di Bologna.

Era bello il teatrino del dopolavoro, una piccola bomboniera. Negli intervalli, quando era tutto illuminato, era splendente e se c'era la recita, con gli attori sul palco, la platea rimaneva in ombra, ma non all'oscuro. C'erano già sulle porte d'emergenza e sui bagni le lucine verdi.

Non ricordo quanto si pagasse, ma il biglietto lo feci. Entrai, in quell'atmosfera di festa c'era un chiacchiericcio continuo che si trasformò presto in un cicaleccio fastidioso. Se mi tappavo le orecchie e poi di colpo toglievo le mani mi pareva che il cervello fosse forato da mille cavallette in volo.

Mi misi in un angolo aspettando che quella (nel senso amato), arrivasse. Era figlia di un ferroviere; sarebbe arrivata di certo.

Cominciò a piovere e all'entrata gli ombrelli chiusi lasciavano una pisciatella calante in rivoli, sul pavimento, Mi assoggettai al pensiero che non sarebbe arrivata e a me del Cardinale interessava poco e mi immalinconii. Ad un tratto ebbi un sussulto, vidi solo di schiena una signora piuttosto in carne la cui voce e l'inflessione dialettale, mi parve famigliare. Era la mamma.

Così la vidi e vidi che mi cercava, o almeno mi parve. Presero posto qualche fila avanti. La madre, la sorella e lei. Nel frastuono dell'attesa, lei girò lo sguardo più volte per cercarmi. Io mi alzai, allora mi vide e sorrise. Quante volte durante la recita si girò per incontrare il mio sguardo? Tante.

La commedia era seguita con commenti ilari dal pubblico e con risate di soddisfatta allegria. Il Cardinale, faceva la parte del bonaccione, prete moderno, conoscitore della vita, mortificatore dei poveri pretuncoli troppo legati all'ecclesiale. Il suo operare era per il bene e per il bene usava anche sotterfugi, congreghe e trabocchetti.

Il pubblico gradì moltissimo lo spettacolo e applaudì anche a scena aperta. Quando il rosso telone di velluto si richiuse tutti gli attori furono chiamati più volte ad apparire ed ebbero un trionfale battimano continuo.

Si cominciò a uscire; fu nel momento della ressa che lei trovò modo di avvicinarmi e sottomano mi diede un biglietto. C'era scritto: domani a mezzogiorno vado alla fontana. La fontana, era quella di Via Clodia dell'acqua limpida e fresca. Arrivai alle undici e mezzo.

Vi. Ve.