GIÙ LE MANI DALL'ASSOCIAZIONE DLF

Uno dei motivi per cui vive questo giornale è il bisogno di un confronto sui problemi del DLF e l'esigenza di rendere i soci partecipi dei problemi, delle esperienze reciproche, dei risultati e delle preoccupazioni che di volta in volta si manifestano e ci assillano. I problemi che il DLF ogni giorno deve affrontare sono pesanti come macigni, a volte sembrano insormontabili.

Il Dopolavoro da diversi anni è sconvolto da terremoti che rischiano di farlo crollare. La prima scossa è venuta con l'introduzione dei canoni di locazione, delle utenze, delle spese straordinarie. Ha tenuto bene nonostante l'impegno finanziario sia stato gravoso e lo sarà ancor più nei prossimi anni. Contemporaneamente era venuta la proposta, da parte del Comune, di costruire il palazzo dei congressi nell'area del Cinema Settebello. In quell'occasione la reazione dei soci e della cittadinanza è stata forte e l'Amministrazione comunale ha optato per una diversa collocazione.

Va detto che il Dopolavoro non si è mai arroccato su posizioni intransigenti, ma ha sempre motivato le sue scelte e le sue prese di posizione con argomenti validi e senza preconcetti. In quella fase la discussione è stata ampia sia con i soci, sia con singoli amministratori. A mio parere tuttavia una cosa importante è mancata: al tavolo delle proposte e delle trattative ufficiali il Dopolavoro non è mai stato invitato. Questa ritengo sia stata una grossa pecca, una mancanza di rispetto e di democrazia.

Oggi, con sempre maggiore insistenza appaiono sulla stampa locale notizie sulla nuova pista di atletica, proposta su un'area di 35.000 metri quadrati compresa fra la via Roma, il vecchio tracciato dell'Ausa e l'area Settebello. L'impianto sportivo vero e proprio sembra che debba essere costituito da otto corsie, dalle pedane per i lanci, da una tribuna per 1260 persone. Oltre settemila metri quadrati dovrebbero essere destinati alla viabilità ed ai parcheggi, circa mille metri quadrati a percorsi pedonali. Questo è quanto leggiamo in questi giorni sulla stampa locale, non sono notizie ufficiali e pertanto le prendiamo con beneficio di inventario.

Qualcuno dice che si tratta di ipotesi di qualche giornalista alla ricerca di notizie sensazionali, qualcun altro che sono notizie create ad arte da qualche amministratore in vista delle prossime elezioni del Consiglio comunale. La mia impressione è invece che si tratti di progetti reali elaborati e diffusi dall'amministrazione comunale. In ogni caso il Dopolavoro Ferroviario queste notizie le ha solo dalla stampa locale.

Qualche considerazione pertanto ritengo sia doverosa. Va detto innanzitutto che il Dopolavoro Ferroviario è frequentato da oltre quattromila soci, è aperto alla città ed all'intero circondario e che si può definire una grande fucina di attività, un centro sportivo e culturale di cui Rimini deve essere orgogliosa. All'interno dell'area del Dopolavoro ferroviario ci sono sei campi da tennis, quattro dei quali coperti, un campo di calcio, un campo scuola calcio, due di calcetto, due campi da bocce all'italiana coperti, un campo di bocce romagnole, due bar, un cinema (il Settebello), un parcheggio gestito dalla Tram.

Ma non basta, perché al suo interno operano 15 gruppi culturali e 11 gruppi sportivi con attività aperte a tutti. Oltre a ciò il DLF ha costruito un prestigioso osservatorio astronomico nel comune di Montegrimano. È un'Associazione senza scopo di lucro, che da circa 80 anni serve la città, che ha creato un prestigioso centro sportivo e culturale immerso nel verde, all'interno della città.

Tutto questo è stato fatto dal Dopolavoro con grossi investimenti, senza aiuti o sovvenzioni da chicchessia, ma con una sana gestione del patrimonio e con un'oculata amministrazione. Per questi motivi merita rispetto e considerazione. Si fanno progetti in casa altrui senza bussare alla porta e chiedere: è permesso?. La porta del DLF è sempre aperta, quattro chiacchiere sono non solo gradite, ma sono richieste, sono necessarie.

La prima domanda che viene fatta dai soci è quale logica spinga a sacrificare gli impianti del DLF per la pista di atletica, o se la stessa potrebbe avere una diversa collocazione. Non va dimenticato inoltre che tutti gli impianti del DLF sono gestiti da terzi con contratti di locazione che non debbono né possono essere considerati carta straccia.

Altro elemento di primaria importanza è il diritto di prelazione che il DLF può far valere in caso di vendita delle aree in oggetto da parte delle Ferrovie. Questi argomenti debbono fare riflettere chiunque voglia mettere le mani sul DLF. L'operazione che ci si aspetta dall'Amministrazione comunale è un tavolo al quale il Dopolavoro partecipi, non per essere informato, ma come parte in causa, sia perché su quest'area ha dei diritti reali, sia per il rispetto delle regole democratiche che i nostri amministratori non debbono né possono ignorare.

I soci e gli amministratori del Dopolavoro Ferroviario anche su quest'argomento non hanno preconcetti, non rifiutano a priori nessuna proposta; vogliono però essere artefici del futuro dell'Associazione. Nel numero scorso di questo giornalino mi ponevo una domanda: DLF quale futuro? Un futuro certamente ci sarà e potrà essere un bel futuro soprattutto se l'amministrazione comunale vorrà essere il partner con il quale proseguire nella creazione di servizi sportivi e culturali per la città all'interno dell'area del Dopolavoro Ferroviario.

Silvano Foschi