Il mandato assegnato dai Soci all'organo direttivo di quest'Associazione, con le elezioni dell'1 e 2 dicembre 1999 per gli anni 2000 - 2003, si appresta per una terza volta consecutiva, sempre se vi sarà il parere favorevole del Consiglio Direttivo e dell'Assemblea dei Soci, ad essere prorogato.
Questa prolungata irregolare situazione coinvolge tutti gli organi direttivi, compreso quello centrale dell'Associazione Nazionale, il cui mandato è scaduto addirittura nell'anno 2002. Questa anomalia è da imputare ai soci fondatori, il gruppo FS e le OO.SS. dei ferrovieri che non hanno trovato ancora un'intesa per la stesura di un nuovo statuto DLF. Solo recentemente il gruppo FS ha squarciato il velo sulle proprie intenzioni che sono tese a stravolgere, a proprio vantaggio, l'attuale assetto.
Il Dopolavoro Ferroviario in Italia sta attraversando una delle fasi più delicate, incerte, preoccupanti, della sua pur lunga rilevante, travagliata storia.
Repentinamente, in pochi anni, un ordine consolidato nei decenni, ha subito duri contraccolpi per l'ossessiva, costante, necessità del gruppo FS, di reperire risorse con ricadute negative sui DLF, per l'entità degli oneri e tagli subiti, che brevemente, si ricordano:
Nel raschiare il fondo del barile il gruppo FS ha messo in campo un'invasiva strategia, se lo deduce nella proposta formulata per il nuovo statuto dove appare manifesta l'intenzione di procedere ad ulteriori risparmi, come riducendo il numero dei DLF da 111 a soli 16.
La dirigenza FS, non paga di ridurre all'osso ogni tipo di contributo, aspira anche ad estendere il suo potere con un ferreo controllo sui massimi organi dirigenti centrali attribuendosi cariche di rilievo quali: la Presidenza del Collegio Sindacale e di quello dei Probiviri, nonché la Vice-Presidenza Nazionale, ruolo per il quale si riserva addirittura una sorta di potere di veto.
In tale contesto l'aspetto che più desta sconcerto è l'algido, persistente silenzio della nostra Associazione Nazionale. Le proposte aziendali risalgono ormai alla fine di luglio e non ci sono giunte dall'organo dirigente nazionale, ma tramite sindacato. Le altre poche notizie a corollario sono state attinte dal DLF di Bologna. Si può capire che la fase è ancora di transizione, che c'è stata l'estate di mezzo, che si attenda di conoscere la posizione di merito del Sindacato, ma sarebbe interessante, su problemi di tale portata, conoscere anche l'orientamento del nazionale. Invece, almeno fino ad ora, siamo nel mese di ottobre, tutto tace.
Giovanni Vannini