AUTONOMIA ECONOMICA

Il proposito del gruppo FS di ridurre il numero delle Associazioni DLF da 111 a sole 16 (in pratica le 15 località ex capo compartimento FS, più l'Associazione nazionale soci Frequentatori) allarma non poco considerato che il nostro DLF è fra gli esclusi. Questo perché il provvedimento, se attuato, avrebbe ripercussioni negative, quasi certe, sulle sue sorti future.

I previsti 15 DLF superstiti sono i seguenti: Ancona, Bari, Bologna, Cagliari, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Torino, Trieste, Venezia, Verona.
Premesso che i giochi non sono ancora fatti, l'auspicio è che le OO.SS. dei ferrovieri, che hanno voce in capitolo nella partita, siano in grado di contrastare o perlomeno contenere una simile falcidia.

Si può immaginare come, da parte nostra, immediata sia stata la levata di scudi, contro quest'iniqua prospettiva. Nel quadro prefigurato, infatti, si dipenderebbe per il proseguimento e per le sovvenzioni delle attività da un organismo regionale sperequato, dove il mega DLF di Bologna ne costituirebbe la forza ampiamente egemone, nel quale, per ovvie ragioni di lontananza chilometrica e di limitata rappresentanza, saremmo, poi, ben poco incisivi ed influenti nelle scelte e nelle decisioni: con il rischio della marginalità, con un conseguente rapido declino.

Si rimane altresì perplessi sui criteri adottati per selezionare i DLF che dovrebbero sopravvivere. Ci si domanda, infatti, come mai il DLF di Rimini sia rimasto escluso dal sopra citato elenco, quando i numeri ci pongono in una posizione superiore rispetto ad alcuni di quelli selezionati.

Nel confronto con le citate associazioni (dati anno 2004) il DLF di Rimini si pone al 12° posto per soci Effettivi, di cui al 15° per Soci in Servizio e al 3° per Soci Pensionati FS. Siamo inoltre al 6° posto per numero di Soci Frequentatori e al 9° per numero di Soci complessivi. La nostra Associazione, fra l'altro, non ha solo la forza dei numeri ma primeggia per strutture sportive e ricreative, fra le quali un osservatorio astronomico di proprietà, unico nel panorama dei DLF, ma quello che più conta, a differenza di altri, i nostri conti sono a posto e possiamo contare anche su un fondo di riserva.

Nella riunione del Coordinamento Regionale dei Presidenti territoriali DLF, 8 settembre 2005, sono state esposte le nostre posizioni e l'esigenza primaria, quella di poter conservare almeno l'autonomia economica. Dopo di che ogni soluzione potrebbe essere presa in considerazione.
Nell'occasione è stata da noi avanzata anche la proposta di riprendere un vecchio disegno, per un'unione condivisa, presentato nel 1995 dal Dopolavoro di Faenza che prefigurava un unico DLF per la Romagna.

In ogni caso il dato certo è che se dovesse passare, così com'è, il progetto del Gruppo FS, saremmo allora tentati a guardare su un altro versante, ovverosia prendere in considerazione, per le migliori fortune del nostro DLF, sempre se sarà un'ipotesi percorribile, l'opzione DLF Ancona. Operazione che sarebbe giustificata dal fatto che la nostra Associazione ricade territorialmente, in parte, sotto tale ex compartimento ferroviario.

Quest'aggregazione si realizzerebbe così fra DLF minori e due entità maggiori, Rimini e Ancona, queste ultime fra loro similari. Un quadro quindi adeguatamente rassicurante rispetto al peso che, in tale contesto, il nostro sodalizio potrebbe avere. Sponda e sostegno alle nostre posizioni abbiamo trovato presso le organizzazioni sindacali dei ferrovieri territoriali, che ringraziamo.

Giovanni Vannini