RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Sig. Presidente DLF Rimini
Ho ricevuto "LA NOSTRA VOCE" Notiziario del DLF di Rimini n. 1 Gennaio 2005.
Mi sono appartato nel mio luogo di lettura, dove nessuno mi disturba, iniziando così la piacevole lettura di tutta la vita e il tempo libero che i ferrovieri di Rimini e dintorni, in servizio e pensionati, trascorrono nella sede del DLF. Leggendo il Notiziario in prima pagina apprendo che " LA NOSTRA VOCE" naviga in acque alquanto agitate, partecipazione nelle riunioni quasi zero, prospettive per il futuro negative, si parla anche di sospendere il Notiziario. Secondo la mia personale opinione ciò non deve accadere "LA NOSTRA VOCE" deve continuare a vivere sperando che l'allarme che ci viene dato sia recepito da tutti i ferrovieri in servizio e da tutti i pensionati, io sono disposto a versare un euro per fare ancora vivere "LA NOSTRA VOCE".

Tutti i pensionati che di tempo libero ne hanno tanto potrebbero dedicare qualche ora a scrivere i tanti ricordi che abbiamo, belli e brutti, delle nostre battaglie sindacali avvenute negli anni cinquanta e settanta, le lotte anche furibonde che si scatenavano per migliorare il tenore di vita, io che ero nel personale viaggiante, nei turni di lavoro si facevano tre notti di seguito, quando si doveva fare il turno delle tre notti al termine ti trovavi stremato, treni e letto, non avevi neanche lo stimolo della fame perché il disagio era tanto che quando tornavi a casa ti buttavi sul letto e dormivi tutta la giornata sapendo che dovevi trascorre ancora una notte in bianco magari su un treno merci raccoglitore. Questa norma delle tre notti di seguito si doveva assolutamente eliminare.

Tante assemblee sindacali si organizzavano per vincere la battaglia, l'Azienda Ferroviaria faceva le orecchie da mercante, non cedeva alle nostre giuste richieste. Noi ferrovieri eravamo esasperati, il lavoro era troppo pesante. C'era un altro grosso scoglio da superare. Lo SFI (Sindacato Ferrovieri Italiani) CGIL voleva pilotare anche gli altri due sindacati, CISL ed UIL, che non volevano sottostare al grande potere che lo SFI aveva, minacciava lo sciopero anche per controversie politiche, gli altri due sindacati erano di idee diverse, si doveva lottare solo per migliorare la condizione lavorativa, perciò anche fra noi ferrovieri c'erano posizioni contrastanti che causavano furibonde discussioni con gravi minacce.

Dopo anni di dure lotte finalmente si è ottenuto di eliminare le tre notti consecutive dando vita così a turni più umani. Abbiamo risolto dopo ardue proteste sindacali di rendere più vivibili i dormitori, si dormiva in quattro in una grande camerata divisa da altre camere con pareti di legno, a Ravenna, la notte invece di dormire si assisteva ad un assordante concerto di russatori. A Ravenna si è costruito un dormitorio, credo ora si chiami FERROTEL se serve ancora, dove finalmente ognuno di noi dormiva in una singola cameretta. A Ferrara le stesse condizioni, nella grande camerata dove si dormiva in quattro persone c'era una stufa di cotto Becchi dove si bruciavano le traversine che sostituivano dai binari e di notte si respirava quel fumo impregnato di acido che forse danneggiava anche il fisico.

Lavorando e lottando abbiamo trasformato la ferrovia in una azienda moderna e efficiente. Ora che la nostra generazione si gode una meritata pensione, fa piacere rivivere scrivendo ricordi su "LA NOSTRA VOCE" che deve continuare ad essere pubblicata e ogni ferroviere deve collaborare dimostrando così la vitalità del Notiziario.

Elio Biagini