LA QUESTIONE PATRIMONIALE

Nella riunione del 13 Dicembre 2004 del Coordinamento Territoriale DLF, organismo dove sono rappresentati tutti i presidenti delle Associazioni DLF dell'ex Compartimento di Bologna, sono state consegnate copie di un documento, dell'Associazione Nazionale DLF, indirizzato ad un presidente di un Dopolavoro della nostra giurisdizione, con il quale, per inadempienze ai deliberati della Giunta e del Consiglio Nazionale (se ne citavano le ragioni), lo si diffidava ad utilizzare in qualsivoglia modo risorse economiche ed a sottoscrivere accordi e/o contratti di qualsiasi natura con soggetti terzi. Situazione grave, che prelude ad un quasi certo commissariamento.

Sono dell'opinione che quest'avvenimento, nel variegato panorama dei DLF, anche se non dispongo di notizie per l'intero territorio nazionale, non è certo un episodio isolato: non è il primo, ne sarà l'ultimo.
I DLF hanno sofferto, chi più chi meno, il brusco cambiamento intervenuto, che ha visto assottigliarsi le risorse disponibili drenate dai nuovi oneri: pagamento dei canoni e delle utenze, con un aumento esponenziale nei rischi di gestione.
Impatto che non tutti i DLF erano sufficientemente attrezzati a sostenere.

Le difficoltà d'ordine economico hanno, poi, in non pochi casi, messo in crisi gli apparati con abbandoni facilitati dalla facoltà di accondiscendere o meno all'intervenuta proroga dei Consigli. Del resto è un dato di fatto che un'organizzazione basata sul volontariato, come lo sono in prevalenza i piccoli e medi DLF, di non alto spessore nelle motivazioni ideali, sociali o umanitarie, è per sua natura fragile.

Il DLF di Rimini è riuscito, fino ad ora, a far fronte ai nuovi impegni senza ripercussioni di rilievo sulle attività. L'onere finanziario però si è accentuato già con il 2005: il canone da versare nelle casse FS è passato da € 35.134,16 a € 54.486,13 annui, per arrivare gradualmente ai € 130.390,95 dell'anno 2008. Impegno finanziario che sarà sempre più difficile assolvere, anche se le preoccupazioni che possono arrovellare, sono proiettate più sul futuro che non nell'immediato ovverosia per l'anno 2009, perché allora come già stabilito, il rinnovo del contratto di locazione potrà avvenire solo pagando un canone a prezzi di mercato. Situazione che ora si può prefigurare insostenibile.

Il pagare l'affitto, ammesso di esserne in grado, non ci pone al riparo da un permanente stato di precarietà. Come non caldeggiare allora una soluzione risolutiva come quella che si apprestano fare i DLF di Faenza, Treviso e Bari che stanno mettendo in sicurezza le loro sedi accettando, non senza titubanze, le allettanti proposte d'acquisto della società FS? È fuor di dubbio che deve trattarsi, come avvenuto in questi casi, di prezzi scontati, che considerino gli investimenti effettuati e le valorizzazioni apportate.

Se questo percorso è praticabile l'Associazione Nazionale DLF, che per prima questa soluzione aveva prospettato, dovrebbe rompere gli indugi, farsi paladina di questa unica e forse irripetibile opportunità. Sarebbe sbagliato attardarsi nell'attesa del consenso unanime, anche perché come abbiamo visto, c'è già chi n'è uscito. Si potrebbe procedere dunque, se si può, con chi ci sta. I dubbiosi, i pavidi, se ci sarà ancora la possibilità, potranno in seguito accodarsi.

I DLF che stanno provvedendo all'acquisto si saranno imposti sacrifici, ma non hanno disperso risorse come avviene invece pagando l'affitto. Dovranno, per questo riscatto, accendere dei mutui, ma risolveranno, diventando proprietari, un problema cardine, la conservazione del patrimonio immobiliare, presupposto indispensabile per garantirsi un futuro.

Giovanni Vannini