Su queste stesse pagine, lo scorso anno, riportammo la notizia che, su indicazione delle OO.SS. dei ferrovieri e del Gruppo FS (soci fondatori del DLF), il mandato del Consiglio Direttivo e del Collegio Sindacale veniva prorogato di un anno, in attesa che fossero definite le nuove norme statutarie.
Questa fase di stallo però non si è ancora sbloccata, anzi le posizioni fra le parti appaiono quanto mai distanti, è pertanto facile arguire che i tempi di tale proroga sono destinati a slittare ulteriormente.
Pomo della discordia è proprio il progetto di riforma del DLF, presentato dalla società FS al tavolo delle trattative che, di fatto, stravolge l'assetto attuale, lede l'autonomia delle Associazioni territoriali sia sul piano organizzativo che su quello strutturale e gestionale.
Come Associazione Dopolavoro Ferroviario di Rimini avevamo previsto per l'anno 2004 incombenti difficoltà, siamo stati in questo facili profeti perché:
La nostra risposta al deteriorarsi della situazione è stata quella della razionalizzazione della spesa, la ricerca dell'incremento degli introiti, soprattutto quelli provenienti dalle varie gestioni in sublocazione. Nello stesso tempo si è provveduto ad alienare un'attività commerciale, l'Agenzia viaggi, che distoglieva risorse, vendendone la licenza e affittandone i locali.
Risposte valide per l'oggi ma che potrebbero dimostrarsi palliativi, insufficienti, se nei prossimi anni non si terrà il passo alla programmata, progressiva impennata nell'aumento del canone.
Tutto buio quindi? No un raggio di sole sta facendo capolino tra folte nubi, una novità, foriera di sviluppi che potrebbero per davvero, se passasse, rappresentare la chiave di volta per uscire dalla fase che ci accompagna, fatta di precarietà e di incertezza, ed è la proposta presentata dall'Associazione Nazionale DLF ai soci fondatori, quella cioé di trovare una soluzione definitiva all'annoso problema del patrimonio in uso, che ne prevede prima la sua quantificazione complessiva, dal cui importo detrarre il valore reale di tutti gli investimenti effettuati negli anni dal DLF, dopodiché, per la parte rimanente, accendere un mutuo da estinguere in venti anni, la cui rata non si dovrebbe discostare troppo dalla cifra che già viene pagata per l'affitto.
Cari Soci, si prospetta forse la possibilità di diventare proprietari? Non ci illudiamo, la delusione sarebbe poi cocente, anche se nessuno può impedirci di sperare.
Il Presidente dell'Associazione DLF Rimini
Giovanni Vannini